Sicurezza
Lo scherzo tra ragazzi finisce in dramma
Roy Lepore
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TRADIZIONE. Una baldoria Colpito da un pezzo di legno lanciato da un amico: gravissimo 15enne
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VIAREGGIO. Stavano preparando la "baldoria" nel campetto in via del Pastore al quartiere Varignano di fronte ai propri condomini, quando un gioco fra ragazzi ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Un gruppo di amici in età compresa fra i 15 e i 17 anni, già al lavoro da giorni nel recuperare pancali e legname per realizzare il falò da accendere la sera di mercoledì 7 vigilia della festa della Madonna, anche giovedì sera si era dato appuntamente per proseguire la loro opera. Intorno alle 22 è avvenuta la disgrazia, con un ragazzino di 15 anni che è stato colpito al capo da un pezzo di legno che gli ha procurato un trauma cranico e relativo ematoma interno. Dopo essere stato trasportato con una ambulanza della Misericordia all'ospedale Versilia, nella nottata è stato successivamente trasferito nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Livorno, dove si trova ricoverato in coma farmacologico. Ieri mattina è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione dell'ematoma. Le sue condizioni sono stazionarie e i sanitari lo stanno monitorando con la massima attenzione. Inizialmente la dinamica dell'incidente non è stata chiara: pareva gli fosse caduto in testa un pancale di legno che i ragazzi da giorni, con con poca fatica, stanno raccogliendo per sistemarli uno sopra l'altro e costituire la piramide della baldoria. È stato invece un coetaneo di due anni più grande di età che ha ricostruito direttamente l'episodio, che tutt'ora tiene in apprensione, non solo i familiari del ragazzino, ma tutti gli amici e gli abitanti del quartiere Bonifica, dove tutti si conoscano da sempre. «Eravamo insieme e stavamo portando altri pancali di legno che avevamo trovato - dice -: avevo un pezzo di legno in mano e scherzavamo. L'ho lanciato, ma non volevo indirizzarlo al capo. Il mio amico si è protetto con le braccia il volto e il pezzo di legno è rimbalzato sulla testa. L'ho subito soccorso, portandolo alla vicina pizzeria, dove gli abbiamo messo il ghiaccio sulla fronte. Poi nel frattempo è stata chiamata l'ambulanza che è arrivata. Non è vero che perdeva sangue e vomitava, forse se ci fosse stato un taglio in testa probabilmente non ci sarebbe stato l'ematoma. Non ho dormito tutta la notte, perchè sono preoccupato per le sue condizioni. Mi hanno detto che sta meglio, spero che possa tornare al più presto fra noi. È stata una fatalità, perché non volevo certo fargli male», conclude con comprensibile amarezza il giovane. Ieri è stata effettuato un sopralluogo al campetto, dove è avvenuta la disgrazia, anche da parte di una volante della polizia e gli agenti hanno raccolto delle testimonianze per ricostruire ciò che è avvenuto. A questo punto dopo la disgrazia non sarà per questi ragazzi una baldoria di gioia, che sarà dedicata al loro amico davvero sfortunato.
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