Il Tirreno

Versilia

Falascaia va chiuso Provincia, voto unanime in consiglio

Donatella Francesconi
Due immagini dell’impianto di Falascaia ancora sotto sequestro
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Due immagini dell’impianto di Falascaia ancora sotto sequestro

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 VIAREGGIO. Obiettivo chiusura «definitiva» degli inceneritori di Falascaia (Versilia) e Belvedere (Garfagnana). È quello che il consiglio provinciale ha consegnato ieri, con un voto all'unanimità, al presidente Baccelli e alla sua Giunta. Impegnandoli ad andare avanti su questa strada nella definziione del Piano interprovinciale del rifiuti insieme alla Province di Pisa, Massa Carrara e Livorno.  Il consiglio provinciale - si legge nel documento approvato con i voti di maggioranza e opposizione - «sottolinea con forza la necessità di elaborare in tempi rapidi concrete soluzioni alternative per non procedere alla riattivazione degli impianti di Falascaia e Belvedere, con il raggiungimento della chiusura definitiva di entrambi ed il superamneto nel territorio provinciale del sistema di incenerimento dei rifiuti. Che, per quanto riguarda Falascaia e Belvedere significa la loro definitiva dismissione».  E non è il solo impegno che la Provincia è chiamata a prendersi, dopo aver annunciato l'avvio di procedura per il ritiro della concessione a Veolia, azienda titolare dell'impianto di Falascaia. Perché il consiglio ritiene «che le concrete applicazioni di tali scenari debbano essere adeguatamente e rapidamente approfondite, in collaborazione con i Comuni, al fine di portare definitavamente a compimento in questo mandato, nei tempi più rapidi possibili, l'obiettivo primario di superamento sul nostro territorio provinciale del sistema di incenerimento dei rifiuti».  Il documento del consiglio fa proprio il concetto di portare a zero la produzione dei rifiuti, entro il 2020, con la raccolta differenziata. Settore pronto ad accogliere i lavoratori che escano dal circuito produttivo degli inceneritori. Su questo punto il testo approvato è molto chiaro: «Occorre rendere possibile per i Comuni un percorso economicamente sostenibile e perseguire la salvaguardia dei posti di lavoro da riconvertire a seguito della non riapertura degli impianti. La chiusura degli inceneritori non produrrebbe quindi la perdita dei posti di lavoro dei quali è giusto farsi carico».  Ad inizio settimana il Coordinamento di comitati e associazioni versiliesi (Coasver) si è riunito per esaminare le modalità «per chiedere i danni per quello che i cittadini hanno dovuto subire in tutti questi anni».

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