Il dolore
È nato il consorzio dei bagni
Matteo Tuccini
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FAVOREVOLE. Vincenzo Lardinelli Si vuole respingere l'assalto alle spiagge nel 2016
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VIAREGGIO. Un maxiconsorzio per salvare gli stabilimenti balneari della Versilia (e della Toscana). È l'obiettivo, dichiarato, di alcuni imprenditori, con in testa il presidente nazionale della Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli. L'embrione è già nato a Lido di Camaiore, con una sorta di federazione tra balneari lidesi, massesi e carrarini, e la presidenza affidata al fortemarmino Paolo Vittorio Gai (titolare del bagno America). Ufficialmente il consorzio nasce per darsi una mano a vicenda con iniziative e proposte; ma l'altro fine è quello di mettere in campo, se nel 2016 ci saranno davvero le gare a evidenza pubblica delle concessioni, un peso medio-massimo per combattere gli appetiti dei grandi gruppi industriali. E anche, diciamolo chiaramente, dei colleghi vicini. Nato per difendersi. Perché la sensazione che il consorzio dei bagni liguri, creato alcuni mesi fa sotto l'egida del presidente del sindacato Sib Riccardo Borgo, punti alle concessioni versiliesi è strisciante. Anche se il collega Lardinelli smentisce: «Non credo sia possibile una cosa del genere». Sarà, ma intanto anche in zona si punta a creare un soggetto unico che rappresenti gli attuali concessionari. E che si presenti alle aste con una credibilità maggiore rispetto al singolo stabilimento. Superando il frazionamento, si dice, ci si può difendere meglio. E a supporto di questa tesi ci sono dei pareri legali, tra cui quello di uno studio legale di Firenze (il Morbidelli e Righi). Come sarà. Il consorzio Riviera toscana, così è stato chiamato, si compone di due livelli. Il primo è locale: si pensa di costituire consorzi gemelli per ogni zona della Versilia, da Viareggio a Forte dei Marmi. «È nella base che resterà il potere decisionale - afferma Luca Petrucci, presidente dell'Associazione balneari lidesi - ogni consorzio locale sarà autonomo rispetto al secondo livello». Che sarà regionale: l'idea, infatti, è quella di unire tutto il litorale toscano. Sottolineatura importante: nello statuto non c'è alcun riferimento alle concessioni demaniali altrui. Come invece si specifica nel consorzio ligure, che parla di gare per accaparrarsi le spiagge non in possesso dei concessionari consorziati. Le divisioni. Non tutti i bagni, però, sono favorevoli a questo progetto. Viareggio, in particolare, teme che si apra il fronte definitivamente, accettando il destino di andare alle gare. Non a caso (vedi sopra) si è dato origine all'associazione Rete d'impresa. Ma i promotori del consorzio Riviera toscana smentiscono. Così Petrucci: «Io alle aste non ci voglio neanche pensare. Farò di tutto per evitarle. Ma non posso neanche negarmi qualsiasi scappatoia».
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