Sicurezza
Nuovo ticket. Per le famiglie con reddito più alto non conviene quasi più farsi fare la ricetta
Tra gli scaffali con la calcolatrice
Gabriele Buffoni
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FARMACIA. Pierangelo Marrai della comunale di via Coppino L'utente chiede aiuto al farmacista: mi dica come posso spendere meno
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VIAREGGIO. Ormai non si cerca neppure più di mascherarla: la crisi è una realtà. Si tenta perciò di non scialacquare neppure i centesimi: per questo è meglio pensarci prima di metter mano al portafogli, in particolare quando si sente parlare di ticket ed ancora di più se viene posto su un qualcosa di vitale importanza come i farmaci. Convenienza o non convenienza? Questo è il problema. Un dilemma non facile da risolvere visto che a tutt'oggi regna nei cittadini una gran confusione. «Molti mi chiedono ancora- spiega la dottoressa Annarita Fischi- cosa, medico di famiglia - si devono aspettare da questo nuovo ticket, e come funziona il discorso sulle classi di reddito e sugli importi da pagare. È presente ancora troppa confusione, secondo me: noi medici cerchiamo di essere di aiuto ai pazienti, ma secondo me i farmacisti sono i più indicati ad indicare le modalità che più convengono agli utenti». Se infatti prima dell'inizio della manovra si parlava di "farmacista esattore-commercialista", adesso sta andando sempre più formandosi lo stereotipo del "farmacista difensore del portafogli", un amico dietro il bancone con cui consultarsi per decidere la via più economica da prendere al momento dell'acquisto del farmaco. Questa visione non è poi del tutto sbagliata, visto che sono proprio loro quelli a cui bisogna rivolgersi in caso di chiarimenti e di consigli. «Noi farmacisti - conferma il proprietario della farmacia Calandra - ci schieriamo sempre dalla parte del cliente, in modo da avvertirlo su cosa è più conveniente per le sue tasche. Riguardo il ticket sì, ci sono ancora dei dubbi, ma noi siamo qua anche per aiutare a rendere più comprensibile l'intera faccenda». Cosa conviene dunque materialmente al cliente medio? A spiegarcelo è Pierangelo Marrai, gestore della farmacia comunale in via Coppino: «Se non si rientra nella soglia dei 36mila euro, per cui la normativa ci ingloba nella categoria di esenzione, bisogna stare ben attenti a due fattori particolari: il costo al banco del medicinale da acquistare e il quantitativo ticket della classe di reddito di appartenenza. Se infatti si necessita di una scatola di cardioaspirina, medicina che costa 2,30 euro, e si appartiene alla classe di reddito B (da 36 a 70 mila euro) pagare la quota ticket di 1 euro è conveniente, visto il risparmio di 1,30 euro a confezione; in questo caso è vantaggioso pure se si appartiene alla classe C (da 70 a 100 mila euro), perché pagando 2 euro di ticket si riesce comunque a risparmiare 30 centesimi. Differente è il discorso per gli appartenenti alla classe D (sopra i 100 mila euro), che pagando 3 euro di ticket a confezone si trovano a sborsare 70 centesimi in più del prezzo base della cardioaspirina: in questa circostanza è, però, il nuovo sistema informatico che usiamo per battere le ricette, che ci avvisa per primo che la modalità di pagamento non risulta conveniente all'utente, e che è dunque consigliabile acquistare il farmaco con ricetta bianca e pagarne il normale prezzo. «L'esempio riguarda in questo caso cifre piuttosto irrisorie, ma per comprendere che il vantaggio può essere davvero formidabile basti pensare che per un cliente di classe B il costo di un antibiotico comune come l'Augmentin può scendere da 10,14 euro a 1 euro soltanto». Tirando dunque le somme, il ticket non rappresenta un costo maggiore rispetto all'acquisto del farmaco senza ricetta per i cittadini di reddito compreso tra i 36 e i 70 mila euro, che si trovano a pagare 1 euro a confezione e 2 euro a ricetta (più di una confezione) invece del prezzo normale del farmaco che nel 90% dei casi è superiore. La fascia dei "farmaci-risparmio" si assottiglia un poco per chi supera i 70 mila euro di reddito familiare ma resta sotto i 100 mila. Solo i farmaci con costo superiore a 2 euro per confezione fanno registrare una differenza favorevole al cliente: un medicinale come il Bentelan, ad esempio, già risulta di prezzo inferiore se pagato senza ticket. Per i cittadini di classe D, invece, la convenienza si fa sentire solo per le medicine a costo più elevato, come alcuni antibiotici o le pillole anticoncezionali. Curiosa, tuttavia, la reazione di alcuni utenti che, come ci testimonia uno dei proprietari della farmacia Gasperini di Pontestazzemese, «non si curano di risparmiare e preferiscono evitare di fare una lunga fila dal medico, rischiando di perdere parecchio tempo, venendo direttamente in farmacia e pagando il normale prezzo senza troppi problemi». Alla faccia della crisi.
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