Attenzione
I conti della sanità. LAsl: «Giro di vite sui medici dalla ricetta facile e maggior uso dei generici»
Sforbiciata sulla spesa per i farmaci
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COSTI. Sopra, una farmacia A sinistra il direttore sanitario dellAsl Antonio Latella In confronto al 2010 risparmiato 1 milione nei primi 7 mesi dell'anno
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Il taglio c'è stato, prima dell'arrivo del ticket. Nei primi 7 mesi dell'anno, annuncia l'Asl, la spesa complessiva per l'acquisto di farmaci in Versilia si è ridotta di circa 1 milione di euro rispetto allo stesso periodo del 2010. Un dato - spiega l'azienda sanitaria - che rappresenta un'inversione di tendenza netta rispetto agli anni passati, quando la spesa dell'intero settore era rimasta più o meno stabile. Attestandosi intorno ai 50 milioni di euro all'anno. «Questo risultato - affermano il direttore sanitario dell'Asl Antonio Latella e il direttore del reparto farmaceutica Gianni Grossi - è, in ogni caso, figlio di un lungo lavoro sulla razionalizzazione e riduzione degli sprechi». Del resto, la Regione ha dato l'input di usare la forbice. Maggior ricorso ai generici e controlli sui medici. A cosa è dovuta, tuttavia, questa sforbiciata? Merito - spiega l'azienda sanitaria - del giro di vite sui medici "iperprescrittori", che cioè hanno la penna troppo facile nel compilare le ricette, e del maggiore ricorso a farmaci generici e a brevetto scaduto, che hanno costi minori. Direttive che soprattutto nella "convenzionata", cioè la vendita di medicine nelle farmacie pubbliche e private, hanno fatto registrare una performance di 1 milione e 400mila euro di risparmio. Aumenta il costo dell'erogazione diretta. Tra i dati forniti dall'Asl, però, c'è da segnalarne uno in controtendenza rispetto a quanto abbiamo detto. È in aumento la spesa per l'erogazione diretta e la distribuzione per conto, cioè le medicine che vengono passate in ospedale e nei distretti, oppure acquistate dall'Asl e date alle farmacie per la vendita. Si parla di quasi 700mila euro di incremento, che il dottor Grossi spiega così: «Parliamo di un settore che comprende le cure per alcune patologie in aumento, come ad esempio la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide e l'ipertensione arteriosa polmonare. E che necessitano di medicine molto costose». Altro aspetto che influisce, afferma il dottor Grossi, è l'ingresso sul mercato di alcuni antitumorali che devono essere assunti per via orale, e che sono molto cari. L'aumento delle diagnosi di neoplasie, purtroppo, fa sì che servano sempre di più queste medicine. Da non sottovalutare, infine, un aspetto che è confortante: la maggiore probabilità di sopravvivenza del paziente. Consumi interni. Anche i farmaci che vengono forniti direttamente ai pazienti in ospedale pesano meno sul bilancio: circa 300mila euro il risparmio nel confronto tra 2011 e 2010. «Guai a pensare che curiamo meno... - avverte Grossi - la priorità è sempre su benefici e rischi per il paziente. Se tra un farmaco comune e un generico abbiamo lo stesso beneficio e il medesimo potenziale rischio, decidiamo di usare il meno costoso. Ma se il generico non porta lo stesso vantaggio, o peggio presenta dei rischi maggiori, la questione non si pone neanche».
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