Il dolore
Ecco i sottotetti abitabili
Meno cemento nella variante al regolamento urbanistico
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Anche a Forte dei Marmi sarà possibile rendere abitabili i sottotetti. Nella variante al regolamento urbanistico che presto (forse già a metà settembre) arriverò in consiglio per l'adozione, viene infatti recepita la norma regionale che consente di trasformare questi vani in stanze a tutti gli effetti. Le regole per l'abitabilità sono già state concordate con l'Asl Versilia. In generale, il sottotetto dovrà avere un'altezza di 2,30 metri, che scende a 2,10 nelle zone adibite a ripostiglio. La decisione della giunta Buratti, oltre a essere un atto dovuto, si inserisce anche in uno scopo ben preciso: «Noi - spiega l'assessore Michele Molino - vogliamo fermare l'eccessivo incremento dei volumi, iniziato nel 1997.
E, in particolare, vogliamo stoppare quell'edilizia per speculare che ha contraddistino la Forte degli ultimi anni». Di questa strategia fa parte anche il piano complesso di intervento: per dirla con l'espresisone del presidente della commissione urbanistica Patrizia Vagli, «siamo passati dal piano prima villa al piano prima casa...». E allora, saranno sempre possibili gli adeguamenti igienico-funzionali, che seguiranno le regole di sempre. A cambiare sono quelle per le operazioni più impattanti: demolizioni, sopraelevazioni e ricostruzioni. In termini tecnici, si dice che saranno rivisti gli indici di edificabilità; per capirci, si punterà ad evitare che, dopo aver demolito un garage o una casetta a un piano, si possa costruire un villone che consuma tutta la superficie del lotto. Tutela dell'ambiente, dunque.
Anche nella parte forse più importante del provvidimento, quella che riguarda gli alberghi (che raccontiamo nelle pagine generali del giornale): la superficie ammessa per gli ampliamenti degli hotel, infatti, potrà essere aumentata del 10 o del 20% a seconda della "classe energetica" che si raggiunge. E, d'altra parte, l'aspetto turistico e quello residenziale sono tra loro collegati, a volte (soprattutto negli ultimi anni), quasi in concorrenza: «Forte dei Marmi - precisa Molino - intende scoraggiare la tendenza generale di chiudere gli alberghi, incentivandone la riqualificazione senza snaturare le caratteristiche degli edifici alberghieri tradizionali». Stop agli svincoli, quindi, che sono stati numerosissimi negli ultimi anni.
Per cercare di fermare una vera e propria emorragia, se è vero che si è passati dai 120 alberghi di 25 anni fa ai 54 attuali: «Quello che è stato fatto con questa variante - spiega il presidente di Federalberghi Paolo Corchia - è un passo avanti importante per la tutela e la valorizzazione del turismo». E passi avanti sono stati fatti anche nel confronto fra l'associazione e il comune, visto che siamo passati dal durissimo intervento che Corchia fece a villa Bertelli a marzo all'accordo attuale: «Allora - spiega il presidente degli albergatori - la variante non era dettagliata nei suoi punti. Il momento forse decisivo è stato di lasciare "libertà d'impresa" al titolare della struttura, che può decidere di usare i nuovi spazi per ricavare servizi o nuove camere». Luca Cinotti
E, in particolare, vogliamo stoppare quell'edilizia per speculare che ha contraddistino la Forte degli ultimi anni». Di questa strategia fa parte anche il piano complesso di intervento: per dirla con l'espresisone del presidente della commissione urbanistica Patrizia Vagli, «siamo passati dal piano prima villa al piano prima casa...». E allora, saranno sempre possibili gli adeguamenti igienico-funzionali, che seguiranno le regole di sempre. A cambiare sono quelle per le operazioni più impattanti: demolizioni, sopraelevazioni e ricostruzioni. In termini tecnici, si dice che saranno rivisti gli indici di edificabilità; per capirci, si punterà ad evitare che, dopo aver demolito un garage o una casetta a un piano, si possa costruire un villone che consuma tutta la superficie del lotto. Tutela dell'ambiente, dunque.
Anche nella parte forse più importante del provvidimento, quella che riguarda gli alberghi (che raccontiamo nelle pagine generali del giornale): la superficie ammessa per gli ampliamenti degli hotel, infatti, potrà essere aumentata del 10 o del 20% a seconda della "classe energetica" che si raggiunge. E, d'altra parte, l'aspetto turistico e quello residenziale sono tra loro collegati, a volte (soprattutto negli ultimi anni), quasi in concorrenza: «Forte dei Marmi - precisa Molino - intende scoraggiare la tendenza generale di chiudere gli alberghi, incentivandone la riqualificazione senza snaturare le caratteristiche degli edifici alberghieri tradizionali». Stop agli svincoli, quindi, che sono stati numerosissimi negli ultimi anni.
Per cercare di fermare una vera e propria emorragia, se è vero che si è passati dai 120 alberghi di 25 anni fa ai 54 attuali: «Quello che è stato fatto con questa variante - spiega il presidente di Federalberghi Paolo Corchia - è un passo avanti importante per la tutela e la valorizzazione del turismo». E passi avanti sono stati fatti anche nel confronto fra l'associazione e il comune, visto che siamo passati dal durissimo intervento che Corchia fece a villa Bertelli a marzo all'accordo attuale: «Allora - spiega il presidente degli albergatori - la variante non era dettagliata nei suoi punti. Il momento forse decisivo è stato di lasciare "libertà d'impresa" al titolare della struttura, che può decidere di usare i nuovi spazi per ricavare servizi o nuove camere». Luca Cinotti
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