Il Tirreno

Versilia

Commissariata la Bonifica

Matteo Tuccini

Il futuro: l'accorpamento con altri enti o il taglio

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 VIAREGGIO. Consorzio di bonifica addio. Almeno, per come lo conosciamo oggi. Scadono gli organi rappresentativi (presidente e consiglieri) del Versilia-Massaciuccoli, e al loro posto subentra un commissario, che sarà l'ormai ex presidente Fortunato Angelini. È il primo passo verso l'accorpamento con altri consorzi di bonifica vicini, o addirittura verso la sparizione. Da anni, infatti, questi enti che si occupano di assetto del territorio - con il monitoraggio e la manutenzione di fiumi, fossi e torrenti - sono secondi solo alle Province nelle richieste che giungono da più parti di tagli. «Sono inutili», è l'accusa.  Nell'attesa - si legge in una nota - della nuova legge regionale sul riordino del sistema della bonifica, «continueranno ad essere garantiti il funzionamento degli impianti idrovori, la pulizia e manutenzione dei corsi d'acqua, i grandi lavori e gli interventi su fiumi e canali, il servizio di piena in caso di pioggia e tutte le attività di irrigazione». Qualche problema, invece, potrebbe arrivare dalle procedure d'urgenza: secondo il Versilia-Massaciuccoli il commissario ha minore autonomia rispetto al presidente, e questo potrebbe presentare difficoltà burocratiche in caso di alluvioni.  Tra le novità immediate, il fatto che non saranno più previsti rimborsi ai consiglieri per la partecipazione alla sedute. Dal consorzio si spiega che comunque dal gennaio 2009 lavoravano a titolo gratuito. Angelini continuerà a percepire circa 2mila euro lordi al mese.  «La macchina operativa del Consorzio non subirà rallentamenti - spiega il presidente-commissario Angelini - ma verrà meno purtroppo il principio di rappresentanza del territorio. I consiglieri, sia nominati dalla Provincia che eletti dai cittadini, benché operassero a titolo gratuito, hanno sempre dimostrato una grande serietà e una grande ricchezza, partecipando alla vita dell'ente, permettendo un confronto e sottoponendo le problematiche dei territori e dei cittadini che erano chiamati a rappresentare».  Angelini resta convinto che i consorzi di bonifica siano utili. «Ci sentiamo pronti - dice - ad affrontare i sacrifici imposti da un tale progetto che rafforzi ulteriormente l'istituto consortile, ridefinendone compiti e competenze. In questa grave crisi i consorzi di bonifica possono essere uno strumento tecnico a disposizione di Comuni e Province, divenendo un'importante opportunità economica proprio per la loro natura giuridica non soggetta a limiti di spesa e al patto di stabilità, e capaci di operare sui territori in modo trasparente, a stretto contatto con i cittadini. Non condivido le numerose sguaiate prese di posizione anche di autorevoli rappresentanti delle Istituzioni che anziché dare un contributo pacato, hanno indicato chi sopprimere e chi salvare riflettendo una squallida immagine di miseria politica e di scarsa lungimiranza».

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