Il Tirreno

Versilia

Misericordia, la protesta dei dipendenti delle cooperative

Donatella Francesconi
Misericordia, la protesta dei dipendenti delle cooperative

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VIAREGGIO. Continua la protesta dei lavoratori delle cooperative impegnate a garantire i servizi della Misericordia: lo stipendio, al momento, non è stato pagato. Chi contatta il "Tirreno" - lo precisiano - lascia nome e cognome. Chiedendo di non essere esposto, in tempi in cui perdere il posto comporta mesi di disoccupazione. «Abbiamo mansioni non corrisposte per il dovuto in busta paga», racconta una lavoratrice: «Se venisse un controllo troverebbe che facciamo cose per le quali, poi, non siamo retribuite». Ci sono persone - è la testimonianza - «che hanno i requisti per lavori a contatto con gli ospiti delle strutture gestite dall'associazione di volontariato ed invece fanno le pulizie». Guai a protestare, ma soprattutto - questa la novità - «guai a cercare di incrementare lo stipendio fuori dall'orario di lavoro. Stanno accusando il personale di fare concorrenza alle cooperative se uno cerca di sbarcare il lunario».  Il clima è arroventato: «Mettono in discussione perfino i certificati di chi è stato malato, sostenendo che si è trattato di scuse per andare a svolgere, in realtà, un altro lavoro». L'idea, secondo i dipendenti, è «che si cerchi di esasperare la situazione per una riduzione "naturale" del personale: chi non regge se ne va e si risparmia».  Intanto, l'uomo che si è scontrato con il presidente della Misericordia nei giorni scorsi, ci tiene a far sapere: «Ringrazio l'assessore Fantoni, il presidente della Fondazione Carnevale ed il sindaco che mi hanno dato un sostegno economico di tasca propria».

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