Il Tirreno

Versilia

Un premio con fiera del libro annesso

Martina Ambrogi
I cartelli esposti fuori dal Margherita
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I cartelli esposti fuori dal Margherita

Tra i tavoli del Margherita la proposta alternativa

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 VIAREGGIO. Pochi passi più in là, al Margherita si è svolta la "controcena" dell'associazione gli Amici del Premio al grido «non l'ha ancora capito la Bettarini? La manifestazione è dei viareggini». Un banchetto alternativo in vena un po' contestatoria e un po' provocatoria che ha visto protagonisti una cinquantina di personaggi di rilievo della città e non solo.  Dal presidente di Italia Nostra, Antonio Dalle Mura a Flavio Galli, dall'ex assessore alla cultura Anna Bertuccelli al suo ex collega Moreno Bucci, da Antonio Rosellini all'esponente dell'Idv e noto commerciante, Brunello Volpe, da Beppe Biancalana, figlio di Inaco, all'agronomo Giovanni Ricottone, fino all'ex sindaco, avvocato Renzo Vecoli e ad alcuni membri del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago. Mancavano all'appello anche gli altri ex sindaci, fondatori del gruppo, Federico Gemignani, Angelo Bonuccelli e Marco Costa.  L'obiettivo comune di questa associazione, nata qualche mese fa tramite un passaparola tra amici a seguito della querelle legata all'edizione più turbolenta e discussa del Premio Viareggio, è uno solo: «Noi vogliamo che la manifestazione torni su binari corretti come voleva Leonida Rèpaci - spiega Antonio Dalle Mura, uno dei coordinatori del gruppo - e quindi che il presidente di giuria torni a fare il presidente di giuria e la cittadinanza torni ad essere la proprietaria del Premio».  Una protesta contro il conflitto tra l'amministrazione comunale e la presidente di giuria Rosanna Bettarini, dei mesi scorsi, che si era concretizzata nell'eventuale ipotesi che il rapporto tra la città e il premio potesse essere risolto con il trasferimento della manifestazione in altra località.  «Leonida Rèpaci - afferma l'ex assessore Anna Bertuccelli - vendette simbolicamente il Premio alla città. La manifestazione è, quindi, di Viareggio e dei viareggini e noi la vogliamo difendere ad ogni costo».  La "controcena" è anche l'occasione per guardare al futuro.  «Con questo appuntamento - spiega Falvio Galli - abbiamo dimostrato che siamo in tanti a voler tutelare il Premio e abbiamo intenzione di chiedere un incontro con il Comitato di gestione che, da quanto ci risulta, è da novembre che non è più stato convocato, per parlare di un'eventuale futura collaborazione con la manifestazione. La nostra volontà sarebbe quella di organizzare una sorta di fiera del libro nei giorni del Premio con scrittori anche esordienti che presenteranno i loro libri alla città con l'aiuto dei gestori delle librerie di tutta la Versilia. Sarebbe un modo per coinvolgere e mantenere un rapporto con i viareggini».  Mentre pochi metri più avanti, al Balena, si eleggevano i vincitori del prestigioso riconoscimento letterario, anche al Margherita si è voluto assegnare il Premio Viareggio.  «La scelta è caduta su Mario Tobino - racconta Antonio Dalle Mura - il più grande scrittore viareggino del dopoguerra e il suo libro "Il deserto della Libia", visto quello che sta succedendo nel paese nordafricano in questi giorni. Speriamo che sia di buon auspicio per la fine dei conflitti e il raggiungimento della pace sia in Libia che, nel nostro piccolo, a Viareggio».

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