Il Tirreno

Versilia

La storia. I proprietari del’Alk sul lungomare rinunciano allo svincolo alberghiero

Mai case al posto del nostro hotel

Luca Basile
<strong>HOTEL.</strong> L’albergo Alk sul lungomare di Tonfano
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HOTEL. L’albergo Alk sul lungomare di Tonfano

Pamela Bertuccelli: «Da quasi 50 anni lavoriamo nel settore»

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MARINA. Fra due anni, nel 2013, festeggeranno le nozze d'oro: 5 decadi di attività alberghiera ininterrotta. «E sarà un gran bel giorno. Perché noi, di svincoli, riconversioni edilizie e dismissioni non vogliamo neppure sentire parlare. Siamo anomali e un po' "romantici", diciamo così». Pamela Bertuccelli gestisce ed è proprietaria, «a dire il vero la titolare è mia mamma, Maria», dell'Hotel Alk, di Tonfano, struttura che porta in dote standard normativi - numero di posti letto inferiore a 40 e una superficie complessiva sempre inferiore agli 800 metri quadrati, - tali da rendere possibile lo svincolo e la destinazione ad uso edilizio, in quanto non ampliabile. L'albergo Alk è fra le 11 attività del territorio inserite di diritto nella variante di settore, pass per arrivare alla definitiva riconversione. Che però, come detto, a Pamela e Maria interessa meno che niente. «Sì, so che siamo come mosche bianche, visto che realizzare appartamenti o case, fronte mare, potrebbe risultare economicamente vantaggioso, ma noi ci sentiamo albergatori dentro, ci piace stare a contatto con le persone e vivere del nostro lavoro. I miei clienti, quando hanno letto la notizia, si sono allarmati. "Ma davvero il tuo albergo diventerà una casa come tante?", hanno chiesto. No, non lo diventerà e non ho mai presentato domanda che lo diventasse. Può scriverlo?».  Però l'hotel Alk non ha la possibilità di incrementare gli spazi, così come quella di realizzare una piscina, sempre più richiesta dai clienti; come si sopravvive in un mercato turistico sempre più in crisi e, al tempo stesso, altamente competitivo? «La nostra dimensione, per il turismo familiare a cui ci rivolgiamo, è quella giusta. L'ubicazione dell'albergo è poi ideale; siamo sul lungomare, di fronte alla spiaggia. La piscina? Abbiamo una convenzione con uno stabilimento balneare antistante l'albergo. Insomma, se ti ingegni un po' le soluzioni le trovi. È vero, c'è la crisi, ma vale per tutti e poi, in tutta sincerità, questa estate non l'ho vista così drammatica, anche se i giorni di permanenza della clientela si sono ridotti. Forse ci aiuta il fatto di essere un albergo, come detto, a dimensione più familiare, dove i dipendenti - continua Pamela Bertuccelli - sono gli stessi da anni e questo è garanzia di fiducia, stima e serietà. E infatti, visto il contesto, restiamo aperti anche d'inverno, certo senza grandi pretese, ma un minimo di movimento c'è e allora è giusto garantire un servizio. Fare l'albergatore non è mestiere dei più semplici ed i rientri economici, dopo i primi investimenti, si fanno attendere; ma era e resta lavoro affascinante e di grande importanza per il territorio. Ecco perché, quando sento parlare di svincoli e riconversioni edilizie, mi assale una certa amarezza; per carità, ogni persona si misura per sé, ma meno alberghi e più case, a mio avviso, significa impoverire la nostra offerta turistica».  Offerta che a Marina di Pietrasanta langue non poco. «Il pontile, che non ho mai condiviso, piace e quindi un minimo di ritorno l'ha portato. Però ci sono pochi negozi, anche per il caro affitti dei fondi. E soprattutto d'inverno il centro di Tonfano può contare su un numero irrisorio di attività aperte. Tutto questo è desolante. Nel nostro piccolo - ribadisce Pamela - diamo una mano al turismo locale, ma è una goccia in un mare spesso in tempesta. Serve altro, molto altro».

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