Aumenti in vista sulle visite a pagamento
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ASL. Il dg Giancarlo Sassoli Da 10 a 30 euro in più sulle prestazioni in libera professione dei medici dell'Asl
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Aumenti, benedetti aumenti. Sembra proprio che la spirale di rincari nella sanità non si sia esaurita. A confermarlo è un'altra novità, passata quasi sotto silenzio, che riguarda le prestazioni in libera professione dei medici Asl, cioè in intramoenia o intramuraria: quelle a pagamento, per intendersi. Prestazioni su cui la Regione - con la manovra che ha introdotto i nuovi ticket su farmaci, visite ed esami - ha imposto una maggiorazione da 10 a 30 euro a seconda del costo. Ora, tutti sanno che i compensi per queste visite ed esami, che vengono eseguiti tramite le strutture dell'Asl (in ospedale o nei distretti), vengono spartiti tra i medici e l'azienda sanitaria. Dato che l'Asl riceve una cifra abbastanza ridotta - circa 14-15 euro a prestazione, escluse quelle più care come radiografie e Tac - è impensabile che il contributo venga ricaricato sulla sua quota parte. E allora? «Sull'argomento sarà avviata a breve una trattativa tra la Regione e i sindacati dei medici - spiega il direttore generale dell'Asl 12 Giancarlo Sassoli - quello che verrà fuori è una probabile condivisione dell'aumento tra medici e pazienti». Insomma: il contributo, in maniera diretta o indiretta, andrà a pesare sulla tariffa che l'utente paga adesso. I rincari. La Regione, nell'ambito della manovra che ha ritoccato le tariffe - e che ha introdotto anche i nuovi ticket - ha fornito solo un'indicazione: vengono richiesti 10 euro per le tariffe inferiori a 100 euro, 15 per quelle tra 100 e 200 euro, 30 per quelle superiori a 200. Da Firenze, tuttavia, non sono arrivati chiarimenti su chi dovrà sobbarcarsi i 17 milioni che la Regione spera di ricavare da questa operazione. E così tra i medici è partito l'allarme. «I medici? Devono adeguarsi». A commentare, con un pizzico di ironia, la situazione è ancora il dg Sassoli. «Capisco che i medici si preoccupino - spiega - ma bisogna fare i conti con un momento difficile. Inoltre stiamo parlando di dipendenti pubblici, che naturalmente vivono in un regime diverso rispetto al privato. E questo vale per tutti noi». ALTRO SERVIZIO A PAG.3
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