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Versilia

Materne, il Comune attacca la Provincia «Nessun contributo»

<b>MATERNE.</b> Il polo scolastico di via Trieste a Lido
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MATERNE. Il polo scolastico di via Trieste a Lido

Il sindaco replica al Pd: «Non ci sono stati errori Stiamo cercando i soldi per una nuova sezione a Lido»

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 CAMAIORE. «L'amministrazione comunale non ha fatto errori formali, né ha mal gestito la problematica dell'emergenza scuola materna». E' il sindaco Giampaolo Bertola a fare il punto sulla questione delle decine di ragazzi rimasti fuori dalle scuole materne di Camaiore. Il Pd intanto lo incalza e chiede, come ha fatto Rc nei mesi passati, che le risorse siano trovate internamente all'ente. «Il bando regionale relativo al progetto "Pegaso" - spiega Bertola - escludeva le materne di Capezzano e Lido, non avendo liste di attesa nel 2010. Solo la materna di Camaiore aveva i requisiti e per questa abbiamo inoltrato la richiesta e ottenuto informale concessione di contributo. L'amministrazione compartecipa alle spese per il 10% del personale e per la totalità per mensa e trasporto, per totali 27 mila euro. Preciso che, relativamente a Capezzano, ora non è possibile creare nuove sezioni, in quanto non sono previste aule aggiuntive. Diversa è la situazione a Lido Camaiore, dove è disponibile un'aula; qui, nonostante la Provincia non partecipi ad alcuna soluzione, il Comune sta valutando l'impatto economico per la realizzazione di un'ulteriore sezione interamente finanziata con proprio bilancio, anche se a tempo parziale, per dare risposta accettabile alle famiglie in lista di attesa. Naturalmente questa ci sarà entro pochi giorni, per poter partire il prima possibile». Dura la reazione del Pd. «È avvilente e inconcepibile - scrive il Pd in una nota - che decine e decine di famiglie non accedano ai servizi di assistenza ed educazione dell'infanzia. Abbiamo parlato con alcuni genitori profondamente toccati da questa storia; si tratta di genitori che lavorano, coppie giovani che in questo difficile momento di crisi economica si sentono dire di lavorare di più, ma non hanno possibilità di sopperire all'esigenza di badare a un figlio. L'epilogo di questa storia sembra avviarsi su un crinale negativo, fatto di tardivi movimenti a bussare, senza una logica, a questa o quella porta, non importa di chi e come. Anche la logica di dipendere sempre dai trasferimenti degli altri enti va bene, ma non in settori come questo, nei quali la mancanza di un euro produce (come si è visto) effetti devastanti; e la "colpa" della Regione è quella di essersi vista tagliare quei fondi, che normalmente ci dava, da un Governo di festini, leggine e leggiucchie personali e affaristi. L'alternativa esiste: il Comune prende propri spazi, stanzia proprie risorse, forma tre classi (il costo, peraltro, è quello del "billorone" per intenderci), seleziona il personale necessario e offre stabilmente il servizio».

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