Sicurezza
Mamma Cira si incatena all'Eliseo
Claudio Vecoli
Lettera a Sarkozy e Carla Bruni: «Voglio verità e giustizia per mio figlio»
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VIAREGGIO. Si è presentata ieri mattina di fronte al cancello dell'Eliseo incatenata e indossando una t-shirt bianca con la foto del figlio. E, sulla maglietta, una scritta: «Verità e giustizia un anno dopo». Cira Antignano non demorde. E nel giorno del primo anniversario della morte del figlio in una cella del carcere francese di Grasse, in Costa Azzurra, va a bussare direttamente alla porta del presidente Nicolas Sarkozy e della première dame Carla Bruni. Il suo obiettivo, ormai da 365 giorni, è quello di capire come Daniele Franceschi possa essere morto a 36 anni all'interno del penitenziario nel quale era rinchiuso da sei mesi per aver utilizzato delle carte di credito rubate al casinò di Cannes. La «verità ufficiale» fatta trapelare dalle autorità transalpine in questi dodici mesi è sempre stata la stessa: Daniele è morto per un infarto che lo ha fulminato mentre si trovava nella sua cella. Ma sono troppe le cose che non quadrano di quella versione. A cominciare dall'ostruzionismo francese che ha sempre cercato di mettere i bastoni fra le ruote dei familiari di Daniele che chiedevano verità. A cominciare dal diniego a partecipare con un medico di parte all'autopsia sul corpo del giovane fino all'impossibilità di farsi consegnare gli organi espiantati al figlio. Ieri, nella data simbolo dell'anniversario della morte, Cira Antignano ha deciso di volare fino a Parigi e, insieme al suo avvocato Aldo Lasagna, ha provato a far sentire la propria voce di madre alla coppia presidenziale francese (a Carla Bruni aveva già inviato una lettera poco dopo la morte alla quale la moglie di Sarkozy aveva risposto). E poco importa se la residenza parigina era vuota perché il presidente e la consorte erano in viaggio ufficiale in Cina. Sotto gli occhi dei giornalisti e di fronte alle telecamere delle tv - non senza qualche attimo di tensione a causa dell'atteggiamento rude di qualche poliziotto - mamma Cira è riuscita ad incontrare due alti funzionari dell'Eliseo e a consegnare una lettera scritta di suo pugno (che riproduciamo qui a fianco) tornando a rinnovare il suo appello alla giustizia e alla verità. «Finalmente il muro di gomma delle autorità francesi si è infranto», ha dichiarato al termine del colloquio nella residenza presidenziale. Colloquio che si è chiuso con la promessa di essere ricevuta nelle prossime settimane da Sarkozy e dalla moglie Carla Bruni. «Adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti. Ma nell'attesa non resteremo con le mani in mano e ci muoveremo perché questa brutta storia possa chiudersi positivamente».
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