Finanza
LA PROTESTA
Quell'esame negato al Tabarracci
Stefano Barbini
2 MINUTI DI LETTURA
Ieri mattina di buon ora sono arrivato per alcuni esami del sangue al così detto - anche i nomi devo avere il loro effetto - "presidio distrettuale Tabarracci". Pazienza se il mio numero 102 dovesse attendere 60 precedenti utenti... ma scoprire, dopo oltre due ore di attesa, che dei due valori oggetto delle mie analisi uno non venisse più rilevato da circa un mese in quel centro, ha alterato la mia serafica flemma. Possibile che la concentrazione di omocisteina (questo l'esame negato) a cui mi ero sottoposto solo un paio di mesi fa nella stessa struttura oggi si faccia a Pisa? Allora a cosa serve quel caotico "presidio distrettuale Tabarracci" se un consueto esame nel sangue non è più fatto? È necessario quindi concentrare tutto nei capoluoghi di provincia per testare le proprie condizioni di salute? La signora a cui ho sfogato la mia rabbia alza le spalle e mi dice: «Lei è giovane, vada a Pisa». Bene, io posso andare altrove: ma tutti quei Signori che sono nella sala di attesa, con il loro bagaglio da pensionati, che spesso si trovano in difficoltà ad usare le casse automatiche per il pagamento del ticket, come faranno? Mi piacerebbe avere risposte e vorrei girare queste educate lamentele ai dirigenti del servizio sanitario regionale, ma mi hanno insegnato che le lagnanze, ahimè, sono impopolari. Quando esco dal Tabarracci mi guardo intorno, penso e amaramente sorrido: in fondo siamo la città del Carnevale!
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google