Trasporti
Fuoco (e polemiche) a La Culla
Marco Pomella
Gli abitanti costretti a tagliare una rete per accedere al pozzo dell'acqua
3 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Le fiamme alte, la paura dei residenti col fuoco a qualche centinaio di metri dalle case. L'impegno di un paese intero che - con la protezione civile e i vigili del fuoco - crea un cordone umano per portare l'acqua fino al luogo dell'incendio. E ancora la rete che impedisce l'accesso al pozzo d'acqua, tranciata di netto dai pompieri. E la paura che lascia il posto alla rabbia. La notte del 23 agosto rimarrà impressa nella memoria dei residenti della Culla. Erano le 21.30 circa di martedì, quando qualche residente nota le fiamme alzarsi dal bosco tra la Culla e la località Pianello. Chiamano i soccorsi che in pochi minuti arrivano. Prima i vigili del fuoco, che non riescono ad arrivare alle fiamme. Poi l'antincendio boschivo (della Provincia) che comincia le operazioni di spegnimento. In realtà però, i primi ad accorrere sono stati proprio i residenti della Culla, che si sono immediatamente resi conto della pericolosità dell'incendio, a meno di 300 metri dalla prima casa. Ben presto però i soccorritori si accorgono che qualcosa non va. L'antica mulattiera del paese è, infatti, chiusa con una rete ed un cancello. Una recinzione che impedisce l'accesso al pozzo d'acqua più vicino. I soccorritori non ci pensano due volte e tranciano di netto la rete, per arrivare al deposito d'acqua. Determinante l'aiuto dei paesani, che prima rimediano un generatore elettrico e una pompa idraulica con cui riescono a riempire i secchi d'acqua, poi creano un vero e proprio cordone umano per potare l'acqua con i secchi sul luogo dell'incendio. Ci vorranno ore per spegnerlo; nessun ferito, ma ben due ettari di bosco andati distrutti. Alla paura segue la rabbia. Perché quella rete che impediva da una parte l'eventuale evacuazione del paese, dall'altra l'accesso al pozzo dell'acqua, lì non dovrebbe esserci. Questo almeno affermano i residenti - e da due anni il consigliere del Pd Marco Mecchi ha rivolto all'amministrazione numerose interrogazioni. La rete, infatti, a quanto pare, sarebbe abusiva; è stata installata da un privato, ma impedisce l'accesso alla mulattiera e ad alcuni campi intorno. «Un sentiero - dice Giorgio Bernardini, presidente dell'associazione "Riuniti per la Culla" - segnalato anche sulle guide Cai, e che da qualche anno non può essere utilizzato per la prepotenza di qualcuno. È stato necessario abbattere la rete per arrivare all'acqua per spegnere un incendio; questa situazione è assurda». «Da una parte avevamo il fuoco - conferma Davide Dalle Mura, consigliere comunale a Stezzema e tra i primi ad intervenire - e dall'altra le vie di fuga chiuse da questa prepotenza, come pure l'accesso alle varie storiche cisterne d'acqua, che ovviamente, quando c'è un incendio diventano importantissime. Solo l'intervento di alcuni pompieri dotati dell'attrezzatura necessaria ha permesso di riaprire queste vie». Ma la rete è o non è abusiva? Le cose non sono affatto chiare. In realtà l'ufficio edilizia privata aveva già comunicato (era l'ottobre 2010) all'ufficio lavori pubblici che quella rete andava abbattuta e l'accesso ripristinato. Dai lavori pubblici ci spiegano che, qualche giorno dopo la prima comunicazione, avevano chiesto all'edilizia privata maggiori dettagli; in sostanza volevano capire esattamente quale tratto della rete andava rimossa. È però passato più di un anno e tutto è rimasto fermo (e la delucidazione richiesta non è mai arrivata). Anche perché pare che il privato che ha installato la rete abbia fatto ricorso al Tar, ed ottenuto una sospensiva del provvedimento. Della questione tornerà a chiedere spiegazioni Marco Mecchi, alla prima occasione utile in consiglio comunale. Nel frattempo prende posizione anche Fabrizio Pellegrini, consigliere di maggioranza delegato alla protezione civile, che ieri mattina è andato a visitare il luogo dell'incendio. «Effettivamente quella rete rappresenta un problema - dice - e se fosse stata necessaria una via di fuga l'avremmo trovata bloccata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google