Il Tirreno

Versilia

 VIAREGGIO. La fetta del cocomero costa 3 euro e mezzo, le pizze vanno da 6 a 8, ...

Donatella Francesconi

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 VIAREGGIO. La fetta del cocomero costa 3 euro e mezzo, le pizze vanno da 6 a 8, con la base precotta più cara della pasta che prende vita tra le mani del pizzaiolo, la coppetta di gelato "Barbie" due euro ma gli stecchi non arrivano all'euro e mezzo: Boutique del comero, pineta di Ponente, lato via Vespucci, uno dei chioschi sempre affollati. Niente coperto - racconta Francesca Poliziani, la titolare - «ed il bicchiere d'acqua tante volte si dà gratis».  Tra l'assessore al turismo che ad inizio stagione ha invitato ad abbassere i prezzi e la presidente degli albergatori che dalla peagine del "Tireno" ieri dichiarava che «manca una poliitca dei prezzi», la ricetta per svoltare un'estate difficile in salsa Poliziani è «garantire la qualità a prezzo giusto». Con un unico cruccio: «Per quello che offre Viareggio non è che possiamo spolpare la gente...Abbiamo piazza Mazzini in uno stato che non si può vedere; lungo via Vespucci non ci sono più le strisce pedonali; l'edicola all'angolo con la via Fratti rischia la multa perché ha messo qualche pianta sul marciapiede...». Insomma, non di prezzi si dovrebbe parlare ma di una politica per la città.  Insalate da quattro a otto euro, carpacci abbondanti da sette a nove, primi precotti, aperitivi con buffet a cinque euro. Vilfredo Calvelli è approdato a Viareggio da Firenze e oggi gestisce il bar "Notre Dame" di via Marco Polo, angolo via Fratti. «Manca una concertazione tra le parti - sollecita Calvelli -: questo Comune vive sul turismo e sarebbe ora di farla finita di parlare e mettersi in testa di riportare qualsiasi cosa a Viareggio che era un città meravigliosa. Basta combattere tra bar e ristoranti: venga la gente e poi ce n'è per tutti...Questo, secondo me, deve essere il ragionamento che ci guida».  Per quanto riguarda i prezzi al pubblico, Calvelli - da esperto del settore - è chiaro: «Le gestioni costano, hanno prezzi paurosi. La sfida è stringere i denti e riuscire a starci dentro garantendo la qualità del servizio ed un'educazione che oggi non c'è più».  I miei prezzi sono fermi da tre anni». Dal Marco Polo al cuore della Passeggiata, incontriamo Mauro Ciampa, milanese, titolare di "Crepes&caffè": «Il prezzo è la parte finale...Per un metro di suolo pubblico dove piazzare il carrellino con i contenitori delle granite ho speso, in Comune, 240 euro. Ma quante granite devo vendere e quanto devo farle pagare per rientrare di quello che spendo?».  Ma non è solo questione di conti che devono tornare: «Il prezzo non è, per il turista, l'unica componente della scelta. La Passeggiata è per Viareggio più importante del Colosseo per Roma. Perchè puoi andare nella capotale senza necessariamente andare tutte le volte a visitare il Colosseo, ma dalla Passeggiata chi viene a Viareggio non può non passare. Peccato che sia un cesso, nel vero senso della parola: dalle aiuole, in certe ore della giornata, arrivano odori incompatibili con la decenza».  Mentre ascoltiamo lo sfogo di Ciampa, sul suo marciapiede troviamo - ammucchiati - i cartoni degli esercizi commerciali limitrofi: «Sono le tre e mezzo del pomeriggio - fa notare Ciampa - e non si è ancora visto nessuno a ritirarli».

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