Sicurezza
Tutte ferme le "grandi opere"
Marco Pomella
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DA RECUPERARE. LArlecchino sul lungomare di Lido Arlecchino, parcheggi, fotovoltaico: ecco cosa frena i project
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CAMAIORE. Di interesse ce n'è parecchio, di soldi da investire un po' meno, di certezze, dal punto di vista urbanistico, nessuna. Ecco perché i tre project financing, previsti dall'amministrazione Bertola, sono ancora fermi. In teoria le idee erano grandiose: riqualificazione dell'Arlecchino in passeggiata, parcheggi interrati sul lungomare, un parco fotovoltaico. Ma in pratica è già diverso tempo che i project vengono riproposti di anno in anno nel piano delle opere pubbliche e, per motivi diversi, non si trasformano in realtà. Il project financing, come ormai noto, è un progetto misto tra pubblico e privato. E, infatti, sono parecchi i privati che si sono già fatti avanti, ma per ora solo per chiedere chiarimenti e informazioni; nessuna proposta concreta. Fotovoltaico. L'idea di un "parco fotovoltaico" (ossia un grande impianto a terra, che sia anche laboratorio a cielo aperto per le scuole) ha smosso parecchi interessi. Diverse le aziende che si sono fatte avanti, anche multinazionali (tra queste, ad esempio, la Siemens e la Osram). Il problema però è che il project del Comune (stando anche alle recenti normative regionali) è troppo vago. Inizialmente, infatti, l'area individuata era l'ex discarica del Giardo, poi scartata, perché di proprietà privata e non pubblica. Successivamente si era pensato all'area dell'ex Magazzeno; è pubblica, ma per problemi idraulici l'impianto potrebbe essere costruito solo a circa 3 metri di altezza. Così il Comune ha cambiato il testo del project, parlando genericamente di "territorio comunale". Un termine, appunto, troppo generico per essere accettato dalle imprese che dovrebbero investire diversi soldi tra progettazione e realizzazione dell'impianto. Probabilmente quindi, il Comune commissionerà uno studio ad hoc, per capire quali aree possono essere effettivamente utilizzate per questo intervento. In teoria, inoltre, il project sarebbe aperto anche a semplici cittadini che potrebbero acquistare una quota dell'impianto (anche piccola) in cambio di sconti in bolletta. Arlecchino. Anche la ristrutturazione dell'immobile in passeggiata a Lido ha riscosso un discreto successo. Anche in questo caso, infatti, diverse le aziende che si sono fatte avanti per saperne di più. Ma il problema principale è che il privato non vede quale sarebbe il suo tornaconto. Nel senso che, ad oggi, quell'immobile potrebbe ospitare solo "attrezzature di uso pubblico", ossia un ufficio postale, o al massimo la sede di un'associazione. Ecco perché nella prossima variante urbanistica una delle modifiche potrebbe proprio riguardare l'Arlecchino. Il Comune potrebbe, infatti, cambiare parte della destinazione d'uso. Prevedere, insomma, che una parte della struttura sia ricettiva (per camere b&b o cose del genere). Da scartare, invece, l'ipotesi (chiesta da qualche imprenditore interessato all'affare) che possano sorgere appartamenti. E, comunque, il cambio di destinazione d'uso significherebbe, al contempo, uno stop ad un eventuale aumento di volumetria (quindi se si concederà di aprire una struttura ricettiva, la volumetria resterebbe identica all'attuale). Insomma, l'equilibrio tra investimento iniziale e guadagno resta sottile. Parcheggi. Praticamente nullo, invece, l'interesse mostrato dagli imprenditori per il terzo project, quello che prevede parcheggi sotterranei tra via del Secco e il confine con Pietrasanta, lungo viale Bernardini. Anche in questo caso il motivo è semplice: l'attuale destinazione urbanistica non prevede si possano realizzare parcheggi interrati. Anche in questo caso quindi, serve quella famosa variante allo strutturale che Bertola ha promesso arriverà prima della fine del suo mandato, ossia per la prossima primavera. Per tutti e tre i project, infine, c'è un altro sostanziale motivo per cui ancora non prendono piede: la crisi, che ha messo in difficoltà tante imprese.
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