Toscana
Slitta al 20 settembre la consegna dei bozzetti dei carri di Carnevale
Simone Pierotti
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SCONTRO. Sopra, Santini. Sotto, il carro di Breschi Il presidente Santini: «Abbiamo accolto la richiesta dei carristi di rispettare il vecchio bando di concorso»
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VIAREGGIO. 20 settembre: è questa la nuova data fissata per la consegna dei bozzetti di carri e mascherate per la prossima edizione del Carnevale. È uno dei punti contenuti in una lettera che la Fondazione Carnevale ha fatto recapitare a tutti i costruttori nella giornata di ieri, all'indomani della riunione del Cda di Palazzo delle Muse. «Accogliamo favorevolmente la richiesta, da parte dei carristi, che venga rispettato il bando di concorso: è nel nostro interesse» commenta Alessandro Santini, presidente della Fondazione. Per quanto riguarda la questione economica «ci siamo già messi in moto per reperire altri finanziamenti, oltre al milione e 800mila euro stanziato dall'amministrazione comunale - prosegue Santini - e cercheremo più di una soluzione». L'obiettivo è riuscire a pagare i carristi nei tempi dovuti, se non addirittura anticipare la data del versamento del primo acconto: attualmente è prevista per il 20 gennaio perché, fino a quel momento, di liquidità disponibile non ve n'è. A meno che, nel frattempo, non arrivi qualche sponsorizzazione di grosso calibro. «Intanto ho chiesto ai carristi di presentare i bozzetti non più tardi del 20 settembre» annuncia Santini. La pubblica amministrazione elargisce contributi minori, dato il periodo di recessione economica, e al contempo viene invocata la ricerca di sponsor per riuscire a far quadrare i conti. Che il Carnevale di Viareggio si avvii verso la privatizzazione, come ad esempio succede a Cento? «Assolutamente no - replica Santini - parliamo di manifestazioni nate e sviluppatesi in maniera del tutto differente. Nel caso di Viareggio il privato dovrebbe contribuire per non più del 49%: il Carnevale deve continuare ad essere dei viareggini, la tradizione, ma anche la libertà e l'estro del carrista devono essere tutelate. Pensate se un privato, alla luce della sponsorizzazione, arrivasse non solo a scegliersi il proprio carrista, ma anche ad imporgli il tema o i personaggi da rappresentare: sarebbe la fine del Carnevale». Santini individua un esempio specifico: «Il privato che sostiene econonicamente la nostra manifestazione dovrebbe essere una sorta di mecenate. Mi viene in mente Della Valle: ha finanziato il restauro del Colosseo, ma non per questo ha voce in capitolo sul costo del biglietto di entrata. Nel caso del Carnevale, non potrebbe assolutamente mettere becco su come sviluppare la manifestazione o costruire i carri».
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