Sicurezza
La ragazzina ritrovata ieri dai carabinieri
In fuga dal campo per non vivere da Rom
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TORRE DEL LAGO. Non vuole più vivere nel campo Rom. È questa la sintesi dei motivi della fuga della ragazzina rumena che aveva fatto perdere le proprie tracce dal campo di via Cimarosa, nella frazione. Non vuole vivere nel campo Rom perché non crede che quello sia il suo destino. Se non studi e non lavori - questo vale anche per gli italiani - badi ai fratellini, tieni pulito il container, cucini, lavi. Ed impari quello che sarà il tuo mestiere una volta che avrai una famiglia tua. Ma alla diciassetenne ritrovata a Cassino - questo il quadro ricostruito dall'associazone "Berretti bianchi", i cui volontari hanno accompagnato ieri la minorenne dai carabinieri insieme ai suoi genitori - non pesa il lavoro domestico: «Ha detto chiaro e tondo - racconta Licio Lepore - che non vuole vivere nel campo, da Rom». Lei, che ha preso il diploma di licenza media proprio quest'anno - sia pur da privatista - vorrebbe lavorare: «Come parruchhiera o estetista», spiegano i volontari dell'associazione. Non c'è cosa più assurda che sprecare la propria giovinezza. E la giovane Rom sembra averlo capito. A differenza di quanto fatto dalle istituzione intorno a lei: «Non abbiamo mai visto nè sentito l'assessore al sociale, Fantoni - continua Lepore - neppure ora che la ragazza è stata ritrovata. E tantomeno qualcuno del servizio sociale del Comune». Eppure il campo da cui la diciassettenne è fuggita è del Comune, dentro un progetto che prevede la ricerca di lavoro, la scolarizzazione e sul quale davvero si potrebbero investire attenzione ed idee. Per evitare a questi ragazzi - sottolinea Lepore - di non aver altra alternativa che la fuga: «Dagli scarafaggi, dall'acqua che manca, dall'illuminazione carente, dai container in mezzo alla campagna». D.F.
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