Proteste
I disagi? Solo per colpa del computer
Gabriele Buffoni
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BLOCCHI. Sopra, Alberto Menconi della Comunale in via Coppino A destra, il monitor del pc Farmaci, i cittadini passano l'esame. Il sistema informatico invece ha fatto da tappo
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VIAREGGIO. È partito senza grossi scossoni il nuovo ticket sui farmaci in base al reddito. Un avvio in una calda mattinata, quando i farmacisti hanno aperto i battenti dei loro esercizi attendendo, anche con un po' di ansia e timore, i primi clienti. Ma che si è risolto in maniera tutto sommato positiva. Fatti salvi disagi e rallentamenti dovuti ai problemi del sistema informatico che "riceve" le ricette. «Ce la siamo cavata». «Possiamo dire che ci è andata bene - spiega una dipendente della farmacia Castellani - non si sono formate le temute code chilometriche e le persone si sono mostrate molto comprensive anche nei nostri confronti, visto che dobbiamo spiegar loro come compilare le ricette con la dichiarazione della fascia di reddito e che non abbiamo le conoscenze di un ragioniere». Conferma una cliente di una farmacia del centro, in coda: «Dobbiamo aiutarci un po' a vicenda ed essere pazienti: non deve essere facile nemmeno per i farmacisti gestire questa nuova situazione, ed è normale che il tempo di attesa si prolunghi. Certo non è proprio il massimo attendere in fila, specie se si hanno degli impegni, ma secondo me almeno per i primi giorni bisogna armarsi di calma e comprensione». Contenti anche i farmacisti di turno alla farmacia Poggetti, che con un sorriso quasi orgoglioso dichiarano: «Non abbiamo riscontrato alcun disagio nella clientela, almeno per come sono andate le cose stamattina. Anzi: le persone venivano al banco con la loro ricetta e già sapevano dell'esistenza del ticket e della procedura che era necessario svolgere». «Dovete dichiarare il reddito». Ansia e paura di mandare in tilt l'attività della farmacia sono dipinti sul volto di ogni dottore al di là del banco, che ogni volta che entra qualcuno incrocia le dita sperando non si tratti di un tipo disinformato, di un turista o di qualcuno che resti di sasso e reagisca con impazienza di fronte alla frase: «Da oggi deve anche dichiarare il suo reddito, altrimenti non posso darle le medicine». Blocco sul pc. Ma non a tutti è filata liscia la giornata. Un esempio è la farmacia comunale "Centro", in via Mazzini: alle 10,40 tutto bloccato. Il numero sullo schermo in alto prima della cassa indica il numero 27, ma in fondo alla coda che si è andata creando c'è chi in mano stringe il biglietto con il numero 40. Un paio di ragazze si soffermano a leggere il cartello che avvisa la clientela di eventuali code a causa del nuovissimo ticket, ma il malumore serpeggia tra le persone sedute ad aspettare: il farmacista infatti è occupato a spiegare ad un'anziana signora, che ignora l'esistenza della normativa, in cosa consiste la procedura da seguire. Ed anche fra chi attende non mancano i dubbi. «Ma di che cosa sta parlando? Ma quale ticket? - domanda un po' scioccata un'anziana quando le chiediamo la sua opinione in proposito - Io tra poco devo andare dall'oculista, ho l'appuntamento. Come faccio ad aspettare così tanto?». Si forma allora, attorno ad un anziano più informato degli altri presenti, un capannello per ottenere delucidazioni. Dopodiché sorgono spontanei i sospiri e gli sguardi preoccupati lanciati all'orologio. Nemmeno i farmacisti si concedono un secondo di tregua, ma quando uno di loro è in difficoltà si affrettano ad aiutarsi a vicenda: «Scusateci, ma come vedete non abbiamo tempo da dedicarvi. Abbiamo un po' di problemi col sistema...» è la risposta che danno. La procedura. Già, perché nel giorno del "via" al ticket un altro grosso problema si aggiunge alla catasta che già si cerca di risolvere: le ricette vanno, infatti, classificate a seconda del ticket pagato, e inserite attraverso il computer in un sistema apposito. Ma ad oggi nessun addetto ai lavori ha ancora familiarizzato con questa procedura che, come spiega il dottor Alberto Menconi della farmacia comunale in via Coppino, è piuttosto lunga e complicata: «Per ogni ricetta che ci viene presentata al banco dobbiamo inserire elettronicamente tutti i dati, compresi quelli relativi al reddito, ed infine selezionare il tipo di ticket corrispondente, o eventuali esenzioni per invalidità e disoccupazione, e spedirla. Tutto questo richiede qualche minuto, anche quando si è a conoscenza del giusto procedimento da eseguire per non commettere errori, figuriamoci adesso che siamo ancora all'inizio. È ovvio che anche questo va a peggiorare la situazione per chi attende in fila».
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