Il dolore
Nuovi ticket. Proteste per la poca informazione sulla specialistica
Code e sorprese all'ospedale
Matteo Tuccini
«Non immaginavo di dover pagare 46 euro per una Tac»
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VIAREGGIO. Francesca Diana Radice ha 33 anni, 3 figli piccoli a casa e un menisco che fa le bizze. Nonostante il nome dica il contrario, la sua lingua madre è l'inglese: i genitori si sono trasferiti a Sydney, in Australia, anni fa, perché non ne potevano più dell'Italia. Francesca, invece, è tornata qui da qualche tempo. E figurarsi la sua faccia quando lei, che pensa nella lingua di Shakespeare, ha chiesto chiarimenti al Centro prenotazioni dell'ospedale Versilia. Proprio nel giorno in cui entrano in vigore i ticket aggiuntivi sulla specialistica ambulatoriale (applicati in base al reddito per visite specialistiche, radiologia, esami di laboratorio e diagnostica). «Qui è un casino - dice Francesca con un sospiro - nessuno riesce a darmi delle spiegazioni. Ho provato a chiedere informazioni al telefono, ma senza fortuna. Sono qui da un'ora, devo prenotare una visita per il menisco. Menomale che a casa c'è la babysitter che dà un'occhiata ai piccoli». Comodo - e forse un po' ingiusto - chiederle un paragone con la terra dei canguri. «Là c'è sicuramente più organizzazione». Code e qualche disagio. Il Cup dell'ospedale ogni giorno deve accogliere un discreto numero di utenti. Ed è inevitabile che l'arrivo del ticket sulla specialistica causi qualche disagio. Per facilitare le operazioni, l'Asl ha deciso di dividere la fase della certificazione del reddito dalla prenotazione pura e semplice. Così ogni utente, all'ingresso dell'ospedale, deve recarsi a un banchetto arrangiato per l'occasione, per compilare un modulo e sbarrare la crocetta sulla propria situazione familiare. Dopodiché si prende il numero per fare la fila allo sportello Cup. Dove lo accoglie l'operatore per prenotare la prestazione. Il meccanismo evita la ressa, ma non certo la formazione di lunghe code. Con attese svariate per gli utenti. Che però sono più perplessi che arrabbiati. «Il ticket? L'ho saputo da voi». Basta prendere il caso di Venerando Ferrara, che spiega: «Solo grazie al Tirreno ho saputo che avrei dovuto pagare 46 euro per una Tac. Complimenti a voi, ma qualche tiratina d'orecchie a chi avrebbe dovuto informarci a dovere. Che cosa penso dei nuovi ticket? Il meccanismo è complesso, io stesso ho avuto qualche difficoltà a comprenderlo. E poi mi lasci dire, da lavoratore dipendente dello Stato, che pagano sempre gli stessi». Anche Umberto Raccozzi ha avuto la stessa "amara" sorpresa: l'aumento fino a 46 euro per la Tac per i redditi tra 36mila e 70mila euro. «È stata la novità di questa mattina (ieri mattina, ndr)», commenta con un filo di amarezza. Le difficoltà di comunicazione con l'utenza, a dispetto di numerosi operatori dell'Asl che si dannano l'anima per chiarire ogni dubbio, ci sono state. Una mamma si lamenta, ad esempio, perché per un controllo su un neo «che costa 6,95 euro mi dicono che probabilmente devo pagare 5 centesimi in più, per gli arrotondamenti». Tolga il "probabilmente". «Sì, ma gradirei che qualcuno me lo dicesse chiaramente. Così tiro fuori questi benedetti 5 centesimi e la chiudiamo lì». Meno complicata, per fortuna, la giornata di Vincenzo Tamagnini e della moglie. «Io sono esente - dice - e ho ricevuto tutte le informazioni necessarie». ALTRI SERVIZI A PAG. 3
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