Finanza
Addio a Massimo Bergamini
Antonio Vendettelli
L'imprenditore edile si è spento a 55 anni
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VIAREGGIO. All'età di cinquantacinque anni, la notte scorsa all'ospedale «Versilia» se ne è andato Massimo Bergamini. Era malato da tempo. Imprenditore edile molto conosciuto in città, innamoratissimo della sua famiglia, Massimo lascia la moglie Maria Cristina, la figlia Alessandra e il fratello Leopoldo. I funerali sono stati fissati per domani pomeriggio alle ore 17 nella chiesa del cimitero a Viareggio. Ecco come lo ricorda l'amico Antonio Vendettelli. Caro Massimo, o meglio caro Gegè, come ti si chiamava in pochi intimi.. Era il 13 Giugno 1966 il giorno che è nata la nostra amicizia, quando il padre di Antonio Antonini che abitava di fronte a te, ci chiamò nel suo salottino offrendoci una sigaretta, in occasione del nostro onomastico di S.Antonio. Ci sembrò in quel momento di essere persone Grandi. Ma Grandi Brodi, perché come tutti i ragazzi volevamo provare la sigaretta tra le labbra, da fare breccia per le ragazze. E così ben presto formammo il Complesso " I Cosmonauti". Ci ritrovavamo la domenica pomeriggio a casa tua, nella casetta in fondo all'orto per fare le prove, e creare il nostro repertorio. Angelo Neri (Angiò) alla batteria, Antonio Antonini chitarra basso, Massimo Bergamini chitarra solista, Antonio Vendettelli cantante, con la supervisione di tu fratello Poldo, il quale suonava sempre la chitarra ma ad alti livelli. Iniziammo ben presto le nostre esibizioni; Suore Dorotee, I Pretini l'estate, le Suore Mantellate, dove trovammo la nostra consacrazione, in quanto le ragazze che vivevano dentro l'istituto ci vennero a chiedere gli autografi. Ci sentivamo dei veri big e così iniziammo le prime feste Rionali, per raggiungere l'apice al Corso Mascherato del 1970, dove sul palco davanti al Royal, potevamo esprimere tutto l'amore per Viareggio e il suo Carnevale, e l'estate al Bar Sirena a Lido facendo Caffè Concerto. Come non ricordare le nostre sane mattate: la voglia di emulare i campioni di Karatè, serate passate nella massima spensieratezza alla Pizzeria Vecchia Versilia in Via Del Fortino, alla Dogana. A Capezzano, al Bar Nedo, e da Franco e Pier Angelo Poli. Ma il tuo essere brillante sfociava nelle improvvisazioni che riuscivi a inventarti. Non mi potrò mai dimenticare, un sabato sera rientrammo alle ore 3, alle 5 suonaste il mio campanello, mi diceste "vestiti e andiamo, e te, Maurizio, Giancarlo e io partimmo per Bologna con la mitica Fiat 500". E come dimenticare i tempi del lavoro alla Fiera del Libro. Quante risate.... Le Domeniche passate in Capannina a ballare, dove nacque il tuo grande amore per Cristina. Poi le nostre strade si sono separate senza mai perderci di vista, sapendo che a qualsiasi ora, giorno, notte eravamo pronti l'uno x l'altro.. Poi un bel giorno è nata quella splendida figlia Alessandra. L'altra sera scendendo dal reparto mi disse: " Antonio te lo ricordi quando mi dicesti non gli portare il damo lucchese perché te lo fa a fettine". E quel vizio maledetto del fumo non lo hai mai abbandonato, a differenza di alcuni di noi, tanto che è stato fatale per te.. Con te se ne va una persona splendida, con un grande sentimento: l'amore per Cristina e Alessandra i tuoi gioielli di casa, come tuo fratello Poldo, tua cognata Gigliola e il tuo pupillo Andrea, i tuoi i cognati Beppe e Annarita e le nipoti Chiara e Claudia. Lascerai un vuoto incolmabile, ma sono certo che Alessandra farà tesoro dei consigli che gli hai dato. Adesso vai a goderti il meritato riposo e ciascuno di noi ti riserverà un posto nel suo cuore.
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