Sicurezza
Vecchia Viareggio, si dimette il presidente
Simone Pierotti
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DIMISSIONI. Andrea Vagli lascia la presidenza del rione Vecchia Viareggio Andrea Vagli lascia deluso da comitato, Assorioni e Fondazione
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VIAREGGIO. Per sua stessa ammissione è una notizia che coglie di sorpresa: Andrea Vagli rassegna le dimissioni da presidente del Comitato rionale Vecchia Viareggio. Lo fa tramite una lunga lettera, in cui non risparmia critiche verso la Vecchia Viareggio stessa, verso l'Assorioni ed anche nei confronti della Fondazione Carnevale. Delusione. «Questa mia decisione nasce da una lunga riflessione iniziata già a fine Carnevale 2011 - è l'incipit della lettera di Vagli - troppi e troppo piccoli fatti si sono accumulati nell'arco del tempo perché rimanessi ancora cieco di fronte all'evidenza, ovvero che quello che mi ostino a realizzare non è più il mio Carnevale». Dito puntato. L'ex presidente della Vecchia Viareggio definisce «improponibile dare vita al nuovo anno sociale del Rione, quando i miei punti di vista sono così apertamente in contrasto con i princìpi, a mio avviso mancanti, dell'Assorioni, con quelli del vertice della Fondazione Carnevale e con parte del Consiglio della Vecchia Viareggio, a partire dal suo vicepresidente». L'Assorioni. Prima destinataria delle accuse di Vagli è proprio l'associazione nata per tutelare i diritti e le tradizioni di tutti i rioni cittadini: «Le uniche volte che vedo sventolare la bandiera del dissenso - prosegue Vagli - è quando dalla Fondazione Carnevale partono i tagli ai contributi» indicati come «vergognosamente veri», la dimostrazione di «come questa amministrazione del Carnevale non investa su quel mondo che dopvrebbe essere del volontariato popolare». La Fondazione. Vagli ricorda poi che Vecchia Viareggio e Migliarina hanno sempre partecipato alle sfilate con un loro carro. «Questa nostra capacità popolare di realizzare cartapesta ed essere attori della nostra manifestazione è stata messa a rischio e ogni anno uno dei due rioni deve affrontarsi a colpi di bozzetto per essere ammesso al corso mascherato». Il fatto che l'abbia sempre spuntata la Vecchia Viareggio non ha fatto desistere Vagli dall'affrontare il problema «che portai in Fondazione, anche perché poteva succedere alla Vecchia Viareggio di vedersi negato il proprio diritto ad esistere. Non viene neanche considerato, ci si scusa con il fatto che questa è stata una decisione della presidenza Maglione e che ora si fanno rispettare le norme, che vengono però avvallate dall'amministrazione Santini». La costruzione «è parzialmente autofinanziata dallo stesso rione - il contributo è di 3500 euro a fronte di una spesa di 7000 - eppure ci sentiamo dire che il carro è dell'Assorioni, quando in realtà la sua partecipazione è interamente latitante». Lotta intestina. «A quanto sopra si aggiunga una rottura interna al gruppo della Vecchia Viareggio, di cui mi prendo la responsabilità, dove mi trovo a non poter più collaborare a causa di punti di vista completamente opposti con i consiglieri Marmugi, Garau e con l'amico Macci. Troppe volte ho dovuto combattere per far valere quei princìpi che ho imparato all'ombra della Torre, troppe volte mi son sentito solo nel portar avanti un progetto o un ideale». Andrea Vagli, dunque, lascia. In attesa di nuove elezioni «o di un poco auspicato rimpasto del consiglio», conclude Vagli, i doveri passano a Marco Marmugi in qualità di vicepresidente e ai due segretari Roberto Salvetti e Leandro Macci.
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