Attenzione
Mancini: «Non sono agli ordini di nessuno»
L'esponente dell'associazione martiri risponde a Poli e Migliorini
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SANT'ANNA. «L'associazione Martiri di Sant'Anna ha l'antifascimo tra i valori fondanti: vorrei chiedere a Migliorini e Poli se lo condividono oppure no». Enio Mancini, superstite della strage di Sant'Anna, uno dei fondatori nel 1971 dell'associazione Martiri, replica all'attacco lanciato dagli esponenti del centrodestra all'assessore Scaletti e all'associazione stessa. «Parlo a titolo personale - dice Mancini - come superstite e fondatore dell'associazione. I partigiani a Sant'Anna non c'erano, è vero, e per fortuna altrimenti la colpa poteva ricadere su di loro. C'erano però tanti bambini, donne, genitori e famiglie intere; gli uomini, in gran parte, si allontanarono ritenendo di lasciare i propri cari al sicuro. Nessuno ha pensato di portarsi dietro la famiglia, come fece mio padre e il signor Lazzeri, nonno di Poli, ma a tutti loro non può essere addossata nessuna responsabilità. Quelle di Poli e Migliorini sono solo polemiche strumentali: a Sant'Anna si semina amore, verità e giustizia. La sentenza, se i due la leggessero, ha provato che questa era un'azione premeditata: si voleva fare terra bruciata del villaggio. Ad accompagnare le SS, dovrebbero ricordarlo Poli e Migliorini, c'erano giovani collaborazionisti, fascisti locali, che conoscevano bene il territorio e li guidarono a S.Anna da Solaio, Ruosina, Mulina, Valdicastello. Non possono mettere sullo stesso piano i collaborazionisti con le vittime: è un'altra storia. Assassini e vittime non sono equiparabili». Mancini torna sulla proposta di Migliorini e Poli di cambiare nome al Parco Nazionale della Pace. «Vorrebbero fosse il "Parco della Riconciliazione", eliminando il termine "pace": è forse una parola offensiva o di parte? La pace è di tutti e non ha colore. Ci si può riconciliare con le persone, come è successo a S. Anna, non ci si può riconciliare con le ideologie fasciste e naziste. Comunque, non c'è bisogno di alcun suggerimento: a S. Anna si parla della inutilità della guerra e dell'odio, non si può annacquare la storia facendo di tutta l'erba un fascio. La verità storica, come la giustizia, è un diritto inalienabile della nostra società». Mancini parla anche del 25 aprile. «È una data sacra e non possiamo accettare supinamente che venga soppressa. È grazie al 25 aprile, quando è stata restituita la libertà all'Italia, se anche Migliorini e Poli oggi possono esprimere liberamente il loro pensiero. Però se loro non si riconoscono nei valori dell'antifascismo non è colpa di nessuno, casomai è una loro manchevolezza». Mancini chiude con una battuta. «Dicono che si accettano gli ordini del capo: se quest'ultimo fosse il sindaco di Stazzema, non posso certo essere accusato di averne eseguito indirizzi o imposizioni. La mia storia personale parla da sé».
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