Il Tirreno

Versilia

Farmaci, è il giorno del giudizio

Gabriele Buffoni
<b>MEDICINE.</b> Da sinistra, in senso orario: la farmacia Castellani; utenti nella comunale 1 di via Mazzini; un messaggio agli utenti
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MEDICINE. Da sinistra, in senso orario: la farmacia Castellani; utenti nella comunale 1 di via Mazzini; un messaggio agli utenti

Poca chiarezza su come certificare il reddito: in vista code e disagi

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 VIAREGGIO. Ci siamo. Oggi scatta il ticket sui farmaci, introdotto per la prima volta in Toscana. In questi giorni che precedono lo start dell'operazione, nelle farmacie sono sempre di più i clienti che chiedono spiegazioni e chiarimenti. L'impressione è che oggi ci sarà il caos, come testimoniano due dipendenti della farmacia Poggetti: «Sono parecchi quelli che vogliono sapere come funzionerà d'ora in poi, in particolare riguardo cosa è necessario che dichiarino e le modalità con cui devono farlo. C'è molta confusione, speriamo che fili tutto liscio: dopo i primi giorni la gente adatterà anche questo cambiamento alla sua routine quotidiana e non credo sorgeranno ancora problemi».  Le cifre. Il dubbio della clientela riguarda dunque, ancora una volta, l'organizzazione dell'intera iniziativa, che però è ben difficile chiarire. Tutti noi da oggi dovremo infatti certificare, al momento dell'acquisto in loco, il nostro reddito familiare con un'autocertificazione o con la presentazione del modello Isee: se rientreremo nella fascia inferiore ai 36mila euro saremo per legge esenti dal pagare il nuovo ticket, mentre per le classi superiori (36-70 mila, 70-100 mila e oltre i 100 mila euro) si arriverà a pagare rispettivamente 1, 2 e 3 euro a confezione per un massimo di 2, 3 e 6 euro a ricetta.  I dubbi. Numerose e discordanti sono, però, le versioni sulle modalità con cui eseguire questa dichiarazione che ci hanno riferito in questi giorni i farmacisti: alcuni di loro aspettano ancora che la Regione spedisca loro una qualche modulistica (cosa che invece quasi certamente non avverrà). Altri, in assenza di materiale ufficiale, si sono procurati timbri, da imporre sulle ricette con i quali i clienti potranno dichiarare il necessario sbarrando la corrispondente casella. Altri ancora hanno recepito l'indicazione di far scrivere e controfirmare a chi si presenterà stamattina in farmacia la classe di reddito di appartenenza direttamente sulla ricetta: e per chi vuole presentare la dichiarazione Isee? «Basta che la alleghino alla ricetta - rispondono facendo spallucce - sopravviveremo anche a questo».  «Medicine a pacchi». Di fronte a tanto caos organizzativo alla farmacia Calandra la gente ha reagito in maniera diversa rispetto ad altrove. Il proprietario, infatti, mostrandoci il pacco formato gigante delle ricette ricevute nella mattinata, afferma: «Sì, stamattina (ieri, ndr) abbiamo lavorato molto più degli altri giorni, e ritengo con abbastanza sicurezza che il motivo sia l'arrivo del ticket. Abbiamo infatti avuto degli ordini piuttosto strani, come persone che richiedevano quattro o cinque scatole di uno stesso medicinale. Ma in fondo mi sarei meravigliato del contrario: prima di affrontare la situazione la gente vorrà essere sicura di come funzionerà d'ora in poi l'apparato farmaceutico, e quindi fa scorta perlomeno per i primi giorni».  Nella maggior parte delle farmacie, tuttavia, ieri non ci sono state particolari code per far scorta di medicine come invece temevano farmacisti e medici. «Non abbiamo riscontrato alcun flusso anomalo, anzi: direi che nessuno si è posto il problema di fare incetta di pillole, al contrario sembrano tutti molto tranquilli».  A parlare è il dottor Pierangelo Marrai, gestore della farmacia comunale in via Coppino in Darsena, che tuttavia conferma la grande confusione che sta nell'organizzazione dell' iniziativa: «Speriamo che la situazione si mantenga così anche nei prossimi giorni: non vorrei che fosse come la quiete che preannuncia la tempesta. Peraltro dopo il comunicato di sabato la Regione non si è più fatta sentire».  «Violazione della privacy». Resta ancora una questione aperta invece quella della tutela della privacy. «Alcuni clienti venuti a chiedere spiegazioni - racconta il responsabile della farmacia Tobino - me lo hanno fatto presente più volte: per loro venire qui e presentare il loro reddito familiare per acquistare una medicina è una grave violazione della loro intimità, e posso facilmente comprenderli. E non è nemmeno giusto, pensandoci bene, che chi si rifiuta di dichiarare paghi il ticket più alto. Suona molto come un ricatto».  Per ogni dubbio sembra dunque che bisognerà attendere, anche per capire con certezza come si evolverà la situazione. ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2-3  

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