Il Tirreno

Versilia

«Caro don Danilo, ma dove vive?»

Sascha Mancini morto a soli venti anni
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Sascha Mancini morto a soli venti anni

L'Africa al parroco: «Questo non è un quartiere "difficile" La realtà dell'oggi è ben diversa da quella di trenta anni fa»

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 PIETRASANTA. Quelle poche parole, «il nostro è uno dei quartieri più difficili della Versilia», pronunciate a margine della morte del ventenne Sascha Mancini - avvenuta sabato notte nel parco della Versiliana - e che portano in calce la firma di don Danilo D'Angiolo, parroco dell'Africa, sono un pugno in faccia a chi ha casa nella frazione.  «Ma dove vive don Danilo? Forse nella canonica, perché quella che lui descrive non è la nostra realtà. Farebbe meglio ad uscire, a confrontarsi con la sua gente e non a limitarsi a dare giudizi basati su un qualcosa che non c'è, che non esiste e che appartiene ad un passato, oramai e fortunatamente lontano».  Emiliano Bibolotti, presidente dell'Associazione di quartiere e ancora della contrada, è amareggiato.  «Sabato notte è morto un ragazzo di 20 anni, un giovane che noi del paese conoscevamo bene e che sempre da tutti si faceva benvolere. In questo momento di dolore, ci stringiamo intorno ai sui familiari. Altre parole non servono e strumentalizzare un disagio, vero o presunto del ragazzo, per "certificare" le difficoltà della zona dell'Africa, non è una bella cosa» - afferma Bibolotti, che fa un passo indietro nel tempo.  «Venti, forse trenta anni fa, l'Africa aveva una nomea non proprio raccomandabile. E forse, quella nomea, allora, aveva un senso. Ma oggi no. Il nostro è un quartiere dove si vive bene, vivace, generoso per attività e punti di ritrovo, con una comunità che ha voglia di fare e di contribuire. Essere liquidati, con poche parole, come una delle zone più difficili della Versilia, non ci sta bene. Molti di noi leggendo oggi - ieri per chi legge, ndr - il giornale, si sono risentiti, irritati. Don Danilo forse guarda ad una frazione che non c'è più, a problematiche che investivano i giovani della zona tanto tempo fa. Se non crede a me, forse potrebbe rivolgersi ai Carabinieri o ancora ai Vigili, per conoscere i dati relativi alla criminalità, o ancora ai disagi sociali in zona. Ne resterebbe sorpreso. La verità è che all'Africa è attivo un gruppo numeroso di persone, pronte a darsi la mano sia nell'attività della contrada che della squadra di calcio che, ancora, attraverso l'Associazione. Una voglia di fare, che niente ha a che vedere con degrado ed emarginazione. Don Danilo - conclude Emiliano Bibolotti -lasci perdere i luoghi comuni e le frasi fatte e prenda coscienza di una realtà che propone l'Africa come un quartiere, alla pari di molti, sicuro, vivibile, certo con i suoi difetti, sempre alla pari di altre frazioni, ma dove è bello crescere e abitare». L.B.

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