Il dolore
Tradito dalle "sue" Apuane
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VITTIMA. Andrea Calugi e, più a destra, il passo degli Uncini L'ingegnere morto sull'Altissimo aveva preparato con cura la spedizione
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SERAVEZZA. Le foto che ha "postato" sulla sua pagina di Facebook stanno lì a dimostrarlo meglio di tante parole: Andrea Calugi, il 52enne ingegnere di Cerreto Guidi morto ieri sul monte Altissimo, aveva una grande passione per la montagna. E in particolare proprio per le Apuane, ritratte in alcuni degli scorci più suggestivi. Le istantanee ritraggono il rifugio Conti, il monte Tambura e il Monte Altissimo. Proprio quello che, ieri, gli è costata la vita. Calugi, dipendente delle ferrovie dello Stato, era originario del Lazzeretto, una frazione di Cerreto Guidi (provincia di Firenze). Una famiglia molto nota la sua, visto che la madre è stata per tanti anni maestra del paese. Dopo il matrimonio, poi, si era spostato a Seano, nel pratese. Ma le radici lo avevano tenuto ancorato alla sua terra d'origine e la passione a quei monti che dominano il Tirreno. E non a caso, venerdì scorso, proprio i suoi vecchi amici di Cerreto Guidi lo avevano sentito mentre parlava della sua gita di domenica, nella quale, spiegava, sarebbe andato anche in cerca di funghi. E invece, nelle prime ore del pomeriggio, un piede messo male lo ha portato a rovinare in un canalone, dove ha trovato la morte. Il monte Altissimo non è nuovo a essere teatro di tragedie della montagna, anche se il sentiero che Calugi stava seguendo insieme a un compagno non è uno dei più impegnativi per arrivare in vetta al monte che fu amato da Michelangelo. Per questo è uno dei più battuti, partendo dal passo della Fioba. Un'ultima escursione che per Andrea è stata fatale. ALTRO SERVIZIO A PAG. 8
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