La manifestazione
Precipita per 40 metri e muore
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LA VITTIMA. Andrea Calugi in una foto da militareLa vittima è un ingegnere di 52 anni. Ha messo male un piede
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SERAVEZZA. Un piede messo male e, all'improvviso, l'escursione della domenica si trasforma in tragedia. È successo ieri, sul versante nord del monte Altissimo, dove ha perso la vita Andrea Calugi, 52 anni, ingegnere, originario di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze e residente a Comeana di Prato. L'incidente è avvenuto sul sentiero 33, in prossimità del passo degli Uncini. Calugi era partito da Pasquilio, sopra i monti di Massa, insieme a un compagno. A tradirlo proprio la sua grande passione, le Apuane.
Il suo obiettivo era raggiungere la vetta del monte Altissimo, la montagna prediletta di Michelangelo e di tanti alpinisti. Calugi e il compagno avevano deciso di attaccare l'Altissimo dal versante nord che, lungo il sentiero 33, prevede di passare dallo spettacolare passo degli Uncini (così chiamato per la sua caratteristica serie di punte rocciose).
Intorno all'ora di pranzo erano riusciti ad arrivare in vetta all'Altissimo, per imboccare poi la via del ritorno. L'incidente è avvenuto quando i due si trovavano proprio in prossimità del Passo degli Uncini a quota 1366. Un attimo di distrazione, un piede messo male, un appoggio che manca e Calugi è precipitato in un canalone per 40 metri sotto gli occhi sgomenti e impotenti dell'amico.
L'imprevisto ha giocato contro l'ingegnere. Il sentiero in quel punto era pieno di pietrisco. Lui, che si trovava dietro all'amico, probabilmente ha messo un piede sul sasso sbagliato oppure una vertigine gli ha fatto perdere il controllo.
Immediatamente sono stati avvertiti i soccorsi. La zona è dal punto di vista amministrativo sotto il comune di Seravezza, ma è raggiungibile in breve tempo solo da Massa. Sul posto è giunto l'elicottero Pegaso con a bordo medici, infermieri e uomini del Soccorso Alpino.
Ma per l'ingegnere non vi era più nulla da fare: è stato recuperato dopo diverse ore anche perché l'elisoccorso ha dovuto fare rientro alla base per soccorrere una donna che aveva accusato un malore in un rifugio a Orto di Donna, sempre sulle Apuane. Una volta trasportata la donna al pronto soccorso di Massa dove è stata giudicata non in pericolo di vita, l'elicottero è tornato al Passo degli Uncini per recuperare la salma.
Era un ingegnere delle Ferrovie dello Stato, Andrea Calugi, 52 anni, e, come detto, era un grande appassionato delle Apuane, che raggiungeva appena possibile. Lo testimoniano le foto sulla sua pagina Facebook: c'è la vetta dell'Altissimo, c'è il monte Tambura, la via Vandelli e il rifugio Conti.
La notizia si è diffusa in fretta a Lazzeretto, frazione di Cerreto Guidi dove Calugi, ingegnere alle Ferrovie dello Stato, è nato e dove ha ancora la famiglia. Una ventina di anni fa si trasferì a Comeana, nel Pratese, dove risiedeva attualmente con la moglie Alberta Desideri e due figli. Ma a Lazzeretto tornava spesso per incontrare i parenti e rivedere gli amici. In particolare la mamma Lisanna, maestra in pensione e il fratello Paolo (mentre il padre è deceduto da tempo).
Ieri pomeriggio al circolo Arci di via II Settembre, dove abita la madre e dove lui stesso ha una casa, lo ricordavano con grande affetto. Lo avevano visto proprio venerdì quando aveva raccontato della gita che si apprestava a fare con la speranza di trovare anche i primi funghi. Proprio un anno fa un altro escursionista trovò la morte sulle Apuane: David Giuntini, morto il 21 agosto sulla Brugiana mentre cercava funghi. Una data nera.
Sull'incidente di ieri è stata aperta un'inchiesta di cui è titolare il pm della procura di Massa dottor Bertoni; stamani il medico legale dottor Maurizio Ratti effettuerà l'esame esterno sul cadavere dell'ingegnere.
Il suo obiettivo era raggiungere la vetta del monte Altissimo, la montagna prediletta di Michelangelo e di tanti alpinisti. Calugi e il compagno avevano deciso di attaccare l'Altissimo dal versante nord che, lungo il sentiero 33, prevede di passare dallo spettacolare passo degli Uncini (così chiamato per la sua caratteristica serie di punte rocciose).
Intorno all'ora di pranzo erano riusciti ad arrivare in vetta all'Altissimo, per imboccare poi la via del ritorno. L'incidente è avvenuto quando i due si trovavano proprio in prossimità del Passo degli Uncini a quota 1366. Un attimo di distrazione, un piede messo male, un appoggio che manca e Calugi è precipitato in un canalone per 40 metri sotto gli occhi sgomenti e impotenti dell'amico.
L'imprevisto ha giocato contro l'ingegnere. Il sentiero in quel punto era pieno di pietrisco. Lui, che si trovava dietro all'amico, probabilmente ha messo un piede sul sasso sbagliato oppure una vertigine gli ha fatto perdere il controllo.
Immediatamente sono stati avvertiti i soccorsi. La zona è dal punto di vista amministrativo sotto il comune di Seravezza, ma è raggiungibile in breve tempo solo da Massa. Sul posto è giunto l'elicottero Pegaso con a bordo medici, infermieri e uomini del Soccorso Alpino.
Ma per l'ingegnere non vi era più nulla da fare: è stato recuperato dopo diverse ore anche perché l'elisoccorso ha dovuto fare rientro alla base per soccorrere una donna che aveva accusato un malore in un rifugio a Orto di Donna, sempre sulle Apuane. Una volta trasportata la donna al pronto soccorso di Massa dove è stata giudicata non in pericolo di vita, l'elicottero è tornato al Passo degli Uncini per recuperare la salma.
Era un ingegnere delle Ferrovie dello Stato, Andrea Calugi, 52 anni, e, come detto, era un grande appassionato delle Apuane, che raggiungeva appena possibile. Lo testimoniano le foto sulla sua pagina Facebook: c'è la vetta dell'Altissimo, c'è il monte Tambura, la via Vandelli e il rifugio Conti.
La notizia si è diffusa in fretta a Lazzeretto, frazione di Cerreto Guidi dove Calugi, ingegnere alle Ferrovie dello Stato, è nato e dove ha ancora la famiglia. Una ventina di anni fa si trasferì a Comeana, nel Pratese, dove risiedeva attualmente con la moglie Alberta Desideri e due figli. Ma a Lazzeretto tornava spesso per incontrare i parenti e rivedere gli amici. In particolare la mamma Lisanna, maestra in pensione e il fratello Paolo (mentre il padre è deceduto da tempo).
Ieri pomeriggio al circolo Arci di via II Settembre, dove abita la madre e dove lui stesso ha una casa, lo ricordavano con grande affetto. Lo avevano visto proprio venerdì quando aveva raccontato della gita che si apprestava a fare con la speranza di trovare anche i primi funghi. Proprio un anno fa un altro escursionista trovò la morte sulle Apuane: David Giuntini, morto il 21 agosto sulla Brugiana mentre cercava funghi. Una data nera.
Sull'incidente di ieri è stata aperta un'inchiesta di cui è titolare il pm della procura di Massa dottor Bertoni; stamani il medico legale dottor Maurizio Ratti effettuerà l'esame esterno sul cadavere dell'ingegnere.
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