Sicurezza
La protesta degli abitanti di via Federigi
«Serve un canale di scolo per non finire allagati»
Gabriele Buffoni
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SINDACO. Ettore Neri 2 MINUTI DI LETTURA
QUERCETA Una questione aperta da anni e tuttora irrisolta quella della traversa C di Via Federigi a Querceta, in località Ponte di Tavole, dietro quella che è la piscina comunale. Che per i residenti è spesso sporca e senza un sufficiente sistema di irrigazione. Aspre critiche si sollevano da gran parte degli abitanti del quartiere anche per il problema di un canale di scolo promesso, sperato e mai nemmeno iniziato. Al momento della riedificazione del complesso infatti un vecchio fosso che raccoglieva le acque piovane fu chiuso. In assenza di questo è stato approvato il progetto per uno nuovo. Ma per il momento, nessuna novità: e questa situazione va avanti ormai da qualche anno, creando forti disagi. A raccontar tutta la vicenda è il signor Aldo Federigi, uno dei cittadini che protestano arrabbiati: «Lo scorso inverno durante le piogge più intense abbiamo tutti avuto, le cantine e i primi piani delle nostre case allagati: ricordo che nella mia cantina c'erano circa quaranta centimetri di acqua. Questo lavoro del canale di scolo è necessario o anche quest'anno dovremmo subire gli allagamenti senza poter far nulla. Ho contattato anche più volte il sindaco Neri, che mi ha garantito che il comune ha fatto il possibile per risolvere la questione fornendo circa 7000 euro; qui però sono anni che non si arriva ad una soluzione». Su questo fronte il Comune non è rimasto con le mani in mano: diversi sono stati in passato i sopralluoghi, anche con la protezione civile. La responsabilità dello stop ai lavori, come ci conferma Ettore Neri, non è dell'amministrazione: «Il Comune ha stanziato fin da subito i fondi necessari al canale di scolo. E anche il consorzio di bonifica ha già fatto la sua parte. C'era infatti un accordo con Salt, che aveva insistito per gestire i lavori in quanto dovevano essere svolti nella zona a fianco dell'autostrada: noi dovevamo solo dare i soldi per attuarli».
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