La manifestazione
Gli esponenti del centrodestra attaccano anche il presidente Napolitano
S. Anna, il Pdl contro tutti
Poli e Migliorini: violento l'intervento della Scaletti
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STAZZEMA. «Il 12 agosto 1944 quei giovani eroi della resistenza versiliese a S.Anna non c'erano; qualcuno di loro fu visto, solo nei giorni successivi, aggirarsi fra le rovine ed i cadaveri». Non si placa la polemica sulla strage di Sant'Anna, alimentata da Giuseppe Poli e Michela Migliorini, coordinatore Pdl Stazzema e Capogruppo Uniamo Stazzema. L'oggetto del contendere è l'intervento dell'assessore regionale Cristina Scaletti, con attacchi diretti verso il sindaco Silicani e i superstiti dell'associazione Martiri di S.Anna. «Ci chiediamo quali siano state le motivazioni che hanno originato tanto disprezzo e violenza verbale nell'assessore Regionale Cristina Scaletti che ha commemorato, anche a nome dell'intera Giunta Regionale, il 67º dell'eccidio di S. Anna. I continui riferimenti ad un preciso periodo della nostra storia, forzosamente associato ai fatti dei giorni nostri e con chiari ed espliciti rimandi al governo in carica, ci confermano l'impossibilità di una qualsiasi ipotesi di riconciliazione nazionale con un determinato schieramento politico». Migliorini e Poli si scagliano contro l'amministrazione comunale, in particolare il sindaco Michele Silicani, i superstiti della strage di Sant'Anna e persino il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Naturalmente il sindaco non solo si è guardato bene da prendere le distanze, ma ha anzi confermato che nel prossimo autunno, S. Anna diverrà la sede della neonata fondazione del Parco Nazionale della Pace e che annovera proprio la Regione Toscana tra i principali fondatori. Ci chiediamo se sia giusto lasciare in mano a certi personaggi una gestione di tale importanza e delicatezza e che per la sua valenza travalicherà anche i confini nazionali. Ci meraviglia inoltre e non poco, il passivo atteggiamento dell'associazione "Martiri di S. Anna" che accetta supinamente quanto propinatole dall'alto. Infine, con tutto il rispetto dovuto al Presidente della Repubblica, che non vorremmo mai contraddire, ci meravigliamo come il medesimo non voglia rendersi conto che la storia è fatta anche di tanti piccoli episodi che ci danno però, la misura degli uomini che li hanno compiuti».
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