Il Tirreno

Versilia

Ticket, utenti smarriti

Stefania Garruto
Ticket, utenti smarriti

«Davvero si paga di più? È una vergogna»

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 VIAREGGIO. L'amara sorpresa arriva alle prime ore del mattino. Appena l'utente si avvicina alla macchinetta per il pagamento del ticket. E si ritrova a dover pagare 22 euro, invece di 18,60 per una prima visita specialistica. Oppure 20, invece di 12,90, per una visita di controllo.  Già, c'è stato l'aumento. Anche sulle vecchie prenotazioni. Ma nessuno sembra esserne a conoscenza. I pazienti che ieri mattina erano all'ospedale Versilia e si sono trovati di fronte al fatto compiuto, ovvero al rincaro sul prezzo delle visite specialistiche. E non hanno la minima idea, tra l'altro, che da martedì prossimo verranno applicati ticket aggiuntivi anche sui farmaci.  «Il fatto è - accusano - che abbiamo ricevuto poche e tardive informazioni. Anche sulle esenzioni (i nuovi ticket non si applicano, infatti, per i redditi familiari inferiori a 36mila euro, ndr). E così adesso non sappiamo che pesci prendere». C'è da dire, per correttezza, che le responsabilità dell'Asl 12 sono limitate, per non dire inesistenti. È la Regione che si è mossa con troppo ritardo, rendendo difficile alle aziende sanitarie locali la comunicazione dell'importante novità.  Giovanni Biagi, ad esempio, non sapeva che dalla settimana prossima per acquistare i medicinali in farmacia, oltre alla ricetta sarà obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi o, in alternativa, l'attestazione dell'Isee. «Non capisco se la documentazione va presentata ogni volta che devo comprare delle medicine oppure è necessaria soltanto al primo acquisto. È una complicazione notevole, soprattutto per le persone anziane ed è anche una violazione della privacy. Come se non bastasse, si obbliga il personale di servizio a svolgere un lavoro che non gli appartiene».  Già perché i camici bianchi nei reparti d'ospedale e nelle farmacie, s'improvviseranno guardiani per il fisco, una responsabilità non di poco conto, che non tutti gli addetti sono lieti di assumersi.  Anche Franca Cortopassi confessa di essere spaesata dalle conseguenze di questa rivoluzione silenziosa: «Non sono molto informata, tuttavia sono arrivata ad un punto in cui quando ho bisogno di una visita vado da uno specialista privato, tanto ormai il costo del ticket è quasi lo stesso. La conseguenza di questi aumenti, secondo me, sarà che adesso i pazienti si riverseranno sugli studi privati, così da creare tempi di attesa infiniti anche qui. Come al solito vengono colpite le persone che sono già svantaggiate, che hanno problemi di salute e economici».  La soluzione a tutto questo potrebbe essere semplice, con la tessera sanitaria elettronica. «Soprattutto trovo vergognoso il fatto che l'erogazione delle medicine sia vincolata alla fascia di reddito. Come al solito, verrà colpito chi non se lo merita: fatta la legge, trovato l'inganno insomma».  Tra gli intervistati di ieri mattina all'ospedale Versilia, il più aguerrito è sicuramente Marco Bonotti: «L'Unione Europea taglia, il governo taglia, la Regione taglia. Diventerà tutto a pagamento, caro, è semplice e i cittadini si dovranno mettere l'anima in pace e abituarsi a pagare! E la cosa più assurda in tutto questo è che anche se le tariffe aumentano, quindi i costi sono maggiori, la qualità del servizio non migliora e gli sprechi rimangono una prerogativa imprescindibile della nostra sanità».  Ma c'è chi, come Giuliana, pensa che questa manovra sia l'ennesimo atto di "truffa" ai danni degli italiani: «Avevano detto che in Toscana non avrebbero applicato nessun ticket sui farmaci o, in generale, nessun aggravio sulle tariffe e invece, come al solito, era una bugia. Non si può più fare affidamento sullo Stato, che non ci sostiene assolutamente in nessun modo ormai, l'unica soluzione è l'autotutela: stipulare delle assicurazioni private, come ho fatto io».  A proposito di Stato, anche i coniugi Pucci si sentono completamente abbandonati: «L'istituzione che dovrebbe aiutarci e sostenerci è quella che ci crea più fastidi di tutti». Sonia, che gode dell'esenzione 048 e Lucio, esente dal pagamento dei ticket sulle prestazioni sanitarie perché invalido al 100% si sentono «confusi e disorientati. Violano la nostra privacy e offendono la dignità di chi sta male veramente, lasciandola passar liscia a chi davvero se ne approfitta».  I fruitori della sanità pubblica non sembrano essere pronti ad accogliere i cambiamenti previsti da questa manovra.  L'unica certezza, paradossalmente, è che si è dato il via a un gran caos. ALTRO SERVIZIO A PAG.3  

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