Sicurezza
Palio dei bagni, si scaldano i muscoli
Ma al momento sono solo 10 gli equipaggi già iscritti
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FORTE. Manca meno di una settimana al Palio dei Bagni 2011 che segnerà la sua 21ª edizione. 10 al momento gli equipaggi iscritti alla sfida di giovedì 25, alle 11, nello specchio di mare di levante. Sono patini dei Bagni Piemonte, San Camillo, La Perla, Montecristo levante, Impero, Onda Marina1-Sacro Cuore, Cesare-SudEst, Boma, e 2 equipaggi del Bagno Paradiso al Mare. Altre iscrizioni sono in arrivo: si tratta solo di un pizzico di pretatttica. Intanto martedì sera, alle 21, nella Pineta Fleming ci sarà la tradizionale consegna dei numeri e delle istruzioni di Regata. Nel frattempo ripercorriamo storia e sogni del Palio dei Bagni grazie alla penna dello scrittore Giorgio Giannelli, che ne fu l'ideatore: «Quando nel 1952 fondai con Urbano Polacci il Palio dei Bagni, pensavo in grande. Vista la regata remiera del Canale di Venezia avrei desiderato che anche al forte si tenesse una manifestazione marinar. Duecento, trecento pattini partire tutti insieme dal pontile, arrivare alla Capannina e tornare al punto di partenza. L'anno dopo il percorso si sarebbe dovuto svolgere dalla parte di Vittoria Apuana. Un omaggio alla colonia villeggiante che ci onora della sua presenza. Sognavo pattini imbandierati, magari con le bandiere del proprio bagno sulle punte davanti, che sventolassero al sole all'allegria. Poi magari, nella grande regata, i più forti prendere il via e darsi battaglia dura e leale fino all'arrivo. Le cose non sono ancora così, anzi siamo in alto mare. Certo c'è bisogno di parificare ogni pattino, evitare alleggerimenti, pesare tutti i mezzi in partenza, ma il folclore potrebbe consigliare gli organizzatori una cosa di mezzo. La storia del Palio dei Bagni ebbe già i suoi eroi fino al 1955 quando io partii definitivamente per Roma e le cose rimasero in sospeso. Non posso non ricordare i rematori di quei tre anni: Nicolino Polacci, Sinibaldo Baldi, Gianfranco Cesarali, Felicino Balderi, Guglielmo Polacci e Vittorio Crott. Dopo una ventina di anni un altro eroe riprese l'iniziativa, Silvio Bianchi che trascinò dietro di sé Walter e Alessandro Salvatori e Sergio Marrai tuttora uno degli organizzatori e saggio consigliere della manifestazione. Entrato per la seconda volta nel dimenticatoio (il nostro paese è fatto così le cose più belle si nascondono) potei ripartire nel 2007 grazie alla disponibilità di Massimiliano Bianchi, Roberto Santini e Rita Argini. Sono cinque anni che il Palio riesce a tirare avanti anche se il mio sogno della grande manifestazione marinara non si è a avverato. Siamo ancora alla lotta tra giovani rematori locali ai quali deve andare tutto il ringraziamento del paese, ma il Palio potrebbe allargare le sue acque territoriali alle Marine di Massa Carrara, Pietrasanta, Lido di Camaiore e perché no Viareggio. Potrebbe aumentare la vivacità della corsa con quel pizzico di campanilismo e di rivalità che dello sport non deve mancare mai. Nel mio sogno c'era l'idea di una manifestazione nazionale. E allora sarebbe fantastico vedere arrivare sulla nostra spiaggia, magari trasportati dagli yacht di cittadine mediterranee adriatiche imbarcazioni di La Spezia, Albenga, Genova, Sanremo, Livorno, Grosseto, Lido di Roma, Capri, Messina, Riccione, Rimini, Ravenna o Venezia. Il nostro mare Ligure pieno di ricche imbarcazioni ospiti, a fare da sfondo a questa iniziativa. Ne parlerebbero i giornali di tutto il mondo».
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