Il Tirreno

Versilia

Il San Camillo non licenzia nessuno

Gabriele Buffoni
Il dottor Thomas Schael nuovo direttore della clinica S. Camillo
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Il dottor Thomas Schael nuovo direttore della clinica S. Camillo

Ecco la nuova gestione della clinica: subito i soldi ai fornitori

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 FORTE. Sembra che anche la rocambolesca vicenda della "Casa di cura San Camillo" stia per giungere ad un lieto fine. Dopo il passaggio della struttura, nel dicembre 2007, in mano alla società "Versilia-Righi" erano corsi tempi davvero bui, tanto che era venuto a crearsi un accumulo in passivo di circa 20 milioni di euro che vedeva come creditori i dipendenti, i fornitori e i liberi professionisti operanti al San Camillo. «È una sfida difficile, ma ce la faremo». A parlare è Thomas Shael, che dal 7 luglio è divenuto direttore della casa di cura di Vittoria Apuana dopo che la onlus "Fondazione Opera San Camillo" di Milano (di cui è uno dei dirigenti), potenza della sanità privata in Italia, con ben 16 strutture ad avanzato livello tecnologico, ha rilevato il San Camillo e il centro diagnostico Fortis.  Con atto notarile 11 luglio 2011 la fondazione milanese di padre Vittorio Paleari ha ottenuto la cessione da Versilia-Righi, che verrà liquidata, dell'intero ramo sanitario. Compresi i conti in rosso. «Io e la Fondazione - prosegue Shael - ci siamo posti il pareggio del bilancio dell'ospedale, continuando a garantire l'attuale livello occupazionale. Per fare ciò, dobbiamo impegnarci in una complessa operazione di rilancio della clinica; la situazione è critica, ma nella mia carriera mi sono trovato in situazioni peggiori, come Napoli e Crotone».  Il piano è: porre fine alle agitazioni sindacali che avevano minato il "San Camillo", ottimizzare la produzione dei servizi dal punto di vista qualitativo e quantitativo, sanare i debiti che la Fondazione ha accettato di ereditare.  Sull'ultimo punto il giovane manger ha predisposto le misure da attuare: «La casa di cura ha accumulato circa 7 milioni di euro di debiti verso fornitori; saranno questi che per primi cercherò di smaltire. Posso dire che entro fine agosto i creditori più piccoli saranno liquidati, mentre per quelli più grandi ho in mente di organizzare a settembre un incontro per chiarire le modalità di rientro. Tenteremo di portare tutto a termine senza licenziare nessuno dei 210 dipendenti e 75 liberi professionisti».  Per i servizi, si pensa a progetti di innovazione. «Il "San Camillo" è noto per due reparti: ortopedia ed oculistica. Punteremo su quelli, per valorizzare la nostra eccellenza produttiva; in ortopedia ci prefissiamo di mantenere il livello raggiunto, cioè più di 700 protesi annue effettuate, come un policlinico. In campo oculistico la Fondazione ha firmato nel giugno scorso la convenzione con "Banca dell'Occhio" del Veneto, inserendo la struttura nel progetto "Visione Restituita". Così contiamo di aumentare il numero di trapianti di cornea dalla trentina a circa 200, diventando centro oculistico di valenza non solo regionale ma nazionale, visto anche che ospiteremo un convegno oculistico intorno al 30 sttembre- 1 ottobre per promuovere una rete sanitaria interregionale». Lavori in corso in questi giorni per l'attuazione di reparti adibiti alle endoscopie (pronti dal 3 ottobre) e alle mammografie (dal 15 settembre), in cui sono stati investiti da subito 600 mila euro, oltre che agli extra- budget di aiuto forniti dalla Asl 12 (complessivamente 491.625 euro) che serviranno anche per altri reparti dell'ospedale.  «Mi sto adoperando per promuovere un'iniziativa, in cui credo e che ha l'entusiasmo del sindaco Buratti: il "Turismo sanitario". Il progetto consiste in una sinergia tra economia locale e sanità; sto contattando hotel e agenzie assicurative locali,ma anche estere, in particolare russe, in modo che includano nelle loro offerte anche un pacchetto sanitario di livello, un check-up che i turisti possono fare da noi. Penso che per la prossima stagione tutto possa essere pronto per essere messo in pratica».

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