Italia
Viareggio, quale futuro: interviene Andrea Antonioli, sindacalista Cgil
«È l'ora di fare scelte e dare risposte»
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Andrea Antonioli (Cgil) 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Viareggio ha bisogno «di idee nuove e di progetti veri, di fare delle scelte, di decidere cosa e come dovrà essere domani, come dare risposte ai bisogni dei cittadini, dei lavoratori disoccupati o in Cig, delle imprese che sono disposte a investire. Viareggio, in una parola, ha bisogno di governo e di partecipazione, di un' amministrazione che non pensi solo a galleggiare per arrivare alla scadenza del mandato e di forze politiche, organizzazioni sindacali, associazioni e categorie economiche disponibili a rimboccarsi le maniche e a misurarsi sul idee e proposte precise». Interviene così Andrea Antonioli, ex segertario della Camera del lavoro, coordinatore versiliese dell'Area programmatica "La Cgil che vogliamo". «Quando il lavoro c'era nei cantieri - continua Antonioli - l'unico obiettivo era produrre, varare le barche, intascare i soldi, sfruttando al massimo gli appalti e i subappalti. Delle condizioni di lavoro, della qualità del lavoro e del prodotto, della crescita di una filiera qualificata, dell'allargamento della rete dei servizi, non importava nulla a chi dirigeva l'orchestra. Oggi la nautica è il settore maggiormente in crisi di tutta la provincia». Ed il turismo non se la passa meglio, «in crisi ormai da tanti anni sopraffatto dalla speculazione immobiliare che ha fatto costruire ovunque seconde case non inserite in un sistema turistico, dalle posizioni di rendita che pretendono affitti esorbitanti per negozi, pubblici esercizi, alberghi, strangolandone i gestori, dal lavoro nero e grigio. Un turismo vecchio che cede il passo alla concorrenza di altri territori ed altre tipologie di offerte». In questo quadro, continua il sindacalista, «la risposta non può essere solo quella di scaricare responsabilità. Il sindaco Lunardini scopre solo oggi che il sistema dell'ospitalità basata sulle seconde case non funziona e propone gli accordi tra privati e agenzie. Ma i proprietari delle seconde case non ne vogliono sapere di investire per garantire la qualità degli alloggi e di pagarci le tasse. Preferiscono tenerli in buona parte sfitti, tanto il mercato li rivaluta automaticamente. E non hanno torto quegli esercizi che si vedono raddoppiare in modo retroattivo la Cosap. Quale logica ci sia dietro la penalizzazione dell'occupazione annuale del suolo pubblico è tutta da capire: non c'era bisogno di allungare la stagione e di agevolare proprio chi cerca di tenere aperto tutto l'anno?».
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