Il Tirreno

Versilia

Centro congressi da dare in affitto

Donatella Francesconi
MENSE. È uno dei servizi che potrebbe essere privatizzato
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MENSE. È uno dei servizi che potrebbe essere privatizzato

È una delle ipotesi del Comune per far fronte alle novità in arrivo da Roma

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 VIAREGGIO. Privatizzare ciò che è pubblico e vendere tutto il possibile: sono le parole "chiave" del Governo per gli Enti pubblici falcidiati dalla manovra di Ferragosto. Premiati i Comuni che seguiranno questa strada, penalizzti quelli che da questo orecchio non vorranno sentire. Gli uffici del sindaco Lunardini sono già al lavoro, come spiega lo stesso primo cittadino: «La materia è nelle mani del direttore generale, Edoardo Rivola» che già da qualche tempo aveva avviato una propria "manovra" nel segno del mettere ordine tra la "galassia" delle società partecipate. Ed è così, che inseguendo l'esigenza di mettersi in riga di fronte a Roma, si scopre la prima novità: dal primo settembre la società partecipata "Versilia servizi", cui è affidata l'illuminazione cittadini, confluirà nella Viareggio Patrimonio. Attività e personale compreso, oltre alle conoscenze tecniche affinate in questi anni tanto da provare a proporsi sul mercato dei servizi pubblici.  Centro congressi. La privatizzazione, sembra di capire, investirà inevitabilmente tutto ciò che servizio pubblico non è. Un passaggio richiesto non solo dalla manovra di Ferragosto, ma dalle novità di legge che in questo ultimo anno l'hanno preceduta. Che fare, dunque, del Centro congressi pronto ad essere ricapitalizzato con il conferimento - a settembre, dopo il voto in consiglio comunale - dell'immobile?  Passata in cavalleria l'idea della vendita su un mercato che in questo momento ha davvero i "braccini" corti, l'ipotesi potrebbe essere quella di procedere con l'affitto del ramo d'azienda per Centro congressi, stabilimento balneare e attività connesse di bar e ristorazione.  Azienda speciale pluriservizi. Asp non scamperà alla parziale privatizzazione, questo lo scenario più plausibile. Un intervento che non toccherà le farmacie comunali, protette da una clausola di salvaguardia. A fare le spese del pressing nazionale sui Comuni potrebbe essere il servizio di refezione scolastica. Le mense, insomma, dei più piccoli potrebbero finire ai privati. Centro cottura (di proprietà Asp) e personale compresi.  Anche se - si dice nei corridoi del Municipio - l'amministrazione Lunardini sarebbe intenzionata a limitare il "danno" con privatizzazione sì, ma parziali per quanto consentito.  Il provvedimento non toccherebbe il settore dei servizi cimiteriali - così si dice - in quanto i cimiteri sono già di propietà di Asp che dunque può rivendicarne a pieno la gestione.   Mover. Di far confluire nella Viareggio Patrimonio anche la società oggi presieduta da Enzo Lombardi si è più volte discusso nel corso degli anni. Potrebbe essere questa la scelta alternativa alla privatizzazione, considerando che dalla gestione del parcheggi il Comune incassa un "aggio" del 60% sui ricavati.   Viareggio porto. La società che gestisce gli approdi, presieduta da Alessandro Volpe, non rientra in quella che erogano servizi pubblici. Il nodo della privatizzazione qui si pone per l'obbligatoria restituzione ai soci privati già presenti del capitale versato in seguito alla gara del 2007 annullata con una sentenza del Consiglio di Stato. L'amministrazione comunale ha nel programma, a breve, l'indizione della nuova gara. Che arriva, però, in un momento difficile per tutta l'economia, quella della nautica in testa.  L'ipotesi più gettonata, però, è quella di mantenere per il Comune una "golden share" che - afronte di una privatizzazione consistente - permetta all'amministrazione di aver un ruolo "pesante" nel consiglio di amministrazione della società.  L'intera operazione indicata dalla manovra non è semplice, soprattutto per la tempistica. Tutto deve essere pronto, infatti, per marzo del prossimo anno. Pena la perdita dei "premi" fissati dal Governo.  

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