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Canneva lascia gli albergatori

Canneva lascia gli albergatori

«Non so se gli hotel investiranno ancora»

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PIETRASANTA. Cambio della guardia alla guida dell'Associazione albergatori: lascia, infatti, dopo 5 anni di presidenza Alfonso Canneva. «Una decisione dettata da motivi meramente formali, visto che il mio mandato è scaduto. Nonostante le richieste dei colleghi e i voti ottenuti in sede di assemblea, ritengo giusto passare la mano dando la possibilità anche agli albergatori più giovani di gestire l'associazione. Per quanto mi riguarda, sarò sempre a disposizione della categoria» spiega Canneva, che, in attesa del direttivo di lunedì prossimo che indicherà il nuovo numero uno dell'Associazione, è stato sostituito dal referente vicario Luca Baldini.

«Che situazione lascio? Una situazione di attesa: entro la fine dell'anno sarà infatti adottato il regolamento urbanistico e con esso la variante alberghi, strumento più che mai necessario per rendere la nostra offerta più concorrenziale. Il problema, però, è un altro: capire se esistono, vista la crisi attuale, i margini per investire. Qualche dubbio in proposito, non posso negarlo». Nel frattempo la stagione, in chiave presenze, va a rilento. «È presto - precisa Canneva - per fare bilanci. Speriamo di chiudere sui livelli dello scorso anno: sarebbe già un successo, visto l'andamento generale. La Versilia non sta vivendo un grande momento, viviamo di un'immagine che certo un po' ci penalizza: siamo considerati, dagli utenti, troppo costosi, quasi inavvicinabili. Evidentemente è anche colpa nostra, parlo di operatori e amministrazioni comunali, visto che in tanti anni non siamo stati capaci di proporre qualcosa di diverso, anche in chiave promozionale».

Da Canneva un consiglio al direttivo che sarà chiamato, in futuro, a gestire l'attività dell'Associazione. «In tutti questi anni ci siamo distinti per l'equidistanza dai partiti politici: abbiamo avuto un buon rapporto con l'amministrazione Mallegni così come oggi l'abbiamo con quella Lombardi. Ben venga il confronto e il contraddittorio, sempre nel rispetto dell'autonomia di ogni singola componente. L'importante è lavorare in sinergia, perché da questa crisi ne usciamo, se ne usciamo, solo lavorando tutti insieme».

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