Il Tirreno

Versilia

«Rumori? Vengano a dormire da noi»

Michele Bartoli (Pietrasantese) replica alle proteste dei residenti

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 PIETRASANTA. «Sono pronto ad ospitare uno o più residenti, una sera a loro scelta, la prossima settimana, nella mia Locanda che si affaccia su piazza Duomo». Parole, e "provocazioni" a firma di Michele Bartoli, già titolare del Bar Pietrasantese. «La mia attività è posta proprio sopra a tre bar; prova migliore per verificare il "livello" di rumori e fastidi non ci può, quindi, essere».  «In realtà viene da ridere, quando sento ancora parlare di movida notturna, di centro storico invivibile, di bar e ristoranti che condizionano la vita dei residenti. Ma cerchiamo di essere seri. Mercoledì scorso 17 agosto, poco dopo la mezzanotte, piazza Duomo era semi-vuota, i negozi chiusi da un pezzo, i ristoratori già sparecchiavano e nei bar c'era ben poca gente. Stiamo vivendo un mese di agosto in chiave presenze davvero scoraggiante, con un calo anche nel volume degli affari che dovrebbe fare riflettere tutti» - aggiunge Michele Bartoli.  «Ed invece - aggiunge Michele Bartoli - continuo a leggere le prese di posizione di residenti, che lamentano disagi per notti vissute fra grida, rumori, macchine e motorini in transito, saracinesche che si abbassano e via dicendo. La movida è di "casa" altrove, non a Pietrasanta ed un po' di disagio, nel fine-settimana, è più che normale e fisiologico. Ma faccio un invito anche agli amministratori comunali, su tutti Sindaco e vice-sindaco, che continuano a parlare di numeri e presenze favolose nel centro storico: a mio avviso, dovrebbero uscire dal Palazzo e farsi un giro per il centro, confrontandosi con commercianti ed esercenti».  «La crisi sta investendo, eccome, anche il centro storico, altro che isola felice e numeri da record, cari politici», sostiene Bartoli.  Nel frattempo, il primo cittadino replica all'Associazione "Io vivo nel Centro".  «Ancora una volta invito tutte le componenti del centro storico ad un confronto aperto, senza alcuna preclusione e lasciando da parte ironia e allusioni. Non esistono figli e figliocci, in questo contesto. Sono aperto a tutti i suggerimenti e ad ogni soluzione percorribile nell'interesse dei residenti e delle diverse attività commerciali. Detto questo, un Comune, di fronte ad un decreto legge sulla liberalizzazione degli orari, può fare ben poco, se non dotarsi di strumenti di controllo e vigilanza e di rispetto delle regole. Cosa rispondo a chi mi invita a trascorrere una notte ospite di una famiglia del centro storico per "sperimentare" rumori e disagi? Dico che nel centro storico già sono stato ospite e che conosco bene questa realtà e aggiungo che, in quanto località ad alta valenza turistica e culturale, certe problematiche continueranno a presentarsi».  «Dobbiamo lavorare insieme per limitarle, discutendone anche con l'associazione presieduta da Enzo Grassi, che però, sia chiaro, non rappresenta, la totalità di chi ha casa all'interno delle mura cittadine, visto che, stando ai numeri - conclude il sindaco - solo un quinto dei residenti vi ha aderito». L.B.

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