Sicurezza
«In farmacia sarà un'apocalisse»
Gabriele Buffoni
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CODE. Clienti in farmacia Sotto, il modello per lauto- certificazione del reddito I titolari prevedono lunghe code e disservizi per la certificazione del reddito
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VIAREGGIO. Dalla prossima settimana saranno loro a essere in trincea. Le farmacie della Versilia aspettano con più di un timore la rivoluzione che (proroghe sempre possibili a parte) dovrebbe partire il 22 agosto, quando per la prima volta in Toscana arriverà il ticket sulle medicine. E i titolari hanno paura che ci si troverà di fronte a una vera e propria apocalisse, vista la disinformazione totale sul cambiamento in arrivo. A preoccupare chi sta dietro al banco non è tanto il ticket in sé, quanto la documentazione che i cittadini dovranno presentare al momento dell'acquisto del medicinale: la scelta è fra l'autocertificazione del reddito familiare o con la presentazione dell'ISEE. Se il reddito lordo sarà inferiore ai 36mila euro il cittadino entrerà a far parte della fascia di esenzione, altrimenti si dovrà sottoporre al pagamento di un importo variabile da un minimo di 1 euro a confezione ad un massimo di 6 euro per ricetta. Fin da subito però le farmacie hanno riscontrato numerosissimi problemi con questa nuova normativa che, quantomeno sulla carta, dovrebbe apportare alla regione Toscana un introito annuo di circa 65,5 milioni di euro. Il primo quesito che la maggior parte dei farmacisti si pone riguarda i controlli sulle dichiarazioni: «Come può la regione, o chi se ne occuperà per lei, monitorare che un nostro cliente abbia dichiarato il vero? Non pretenderanno spero che noi farmacisti ci trasformiamo in finanzieri ed esattori» spiegano dalla farmacia comunale di Viareggio. «E poi ci pongono in una brutta posizione: se anche notiamo una qualche frode all'amministrazione in ciò che attesta un cittadino, noi conosciamo la maggior parte della nostra clientela e non possiamo certo esporre denuncia: ci troveremo ad essere o dalla parte della gente o dalla parte della legge». Forti inoltre i disagi previsti dagli addetti ai lavori per lunedì, quando tutta la manovra si metterà in moto ufficialmente: «Sarà un'apocalisse: oltre al fatto che si formeranno lunghe code per il prolungarsi del tempo necessario all'acquisto, la gente sarà disinformata sulle procedure, specialmente gli anziani e le badanti che quotidianamente vengono a rifornirsi di medicinali», spiegano i proprietari della farmacia Poggetti, in centro a Viareggio. Sempre loro ci fanno notare un'ulteriore difficoltà per la clientela nel comprendere le modalità con cui agire dalla prossima settimana: «Il cliente può dichiarare il reddito familiare, oppure l'Isee: ma pochissimi sanno che cos'è quest'ultimo, e noi farmacisti non abbiamo le conoscenze per aiutarli». L'Isee infatti è (definizione Inps) "l'indicatore della situazione economica equivalente, e si calcola considerando il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare". Una spiegazione tutt'altro che semplice, che nasconde anche qualche "tranello" chi ha un figlio impegnato in un lavoro ad esempio dichiarando il normale reddito familiare non deve considerarlo, mentre "ai fini Isee ogni soggetto appartiene ad un solo nucleo familiare" e quindi in questo caso va incluso nel calcolo. Per i genitori divorziati poi sorgeranno nuove difficoltà, in quanto si dovrà capire con chi dovranno essere dichiarati i figli a carico. Ma i problemi non finiscono qui: farmacisti scrupolosi, come quelli della farmacia Calandra, ci hanno infatti fatto notare come il manifestare il proprio reddito in un luogo come la farmacia possa consistere in una violazione alla privacy della famiglia interessata, sia che si dichiari il falso sia che si dichiari il vero: «Non sappiamo nemmeno se serva poi alla guardia di finanza per eventuali controlli, ma non ci sembra giusto che la farmacia diventi uno studio commercialistico dove il cliente deve obbligatoriamente mettere a nudo dati personali non inerenti alla professione medica e farmaceutica». Tutti d'accordo comunque nel voler venire incontro ai bisognosi di medicinali: per i primi giorni almeno i farmacisti si dichiarano pronti a fornire i prodotti anche in caso che si ignorino i dati precisi, chiedendo magari di tornare più tardi per compilare i moduli conformemente a quanto stabilisce la normativa. Nel frattempo però, mentre i proprietari di esercizi farmaceutici brancolano ancora nel buio e aspettano un comunicato chiarificatore dalla Regione, già circolano indiscrezioni su un eventuale rinvio della manovra di qualche giorno, in modo da organizzare e coordinare meglio il tutto.
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