Finanza
Blitz in centro nella casa a luci rosse
Cla.Ve.
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DIETRO LA CASERMA DEI CARABINIERI. La palazzina di via Sciesa dove si prostituivano le squillo Era stata ricavata in una palazzina dietro la caserma dei carabinieri Arrestata la tenutaria: gestiva un giro di squillo dell'Est e del Sudamerica
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VIAREGGIO. Dietro il paravento di una piccola impresa di pulizie, aveva trasformato il suo appartamento-ufficio in una vera e propria casa per appuntamenti «old style». Qui, soprattutto di giorno, si esercitava quello che viene definito il mestiere più antico del mondo e qui una clientela ormai affezionatissima - composta da facoltosi uomini d'affari, ma anche da semplici operai - trovava ciò che cercava. Solo che sull'ingresso della casa, in via Amatore Sciesa, ormai da qualche anno si affaccia la nuova caserma dei carabinieri di Viareggio. E il continuo via-vai di prostitute e clienti non poteva passare certo inosservato ai militari. E così, dopo aver comodamente osservato direttamente dalle finestre della sede dell'Arma quanto accadeva letteralmente sotto i loro occhi, i carabinieri hanno deciso di approfondire le indagini. E ieri mattina hanno fatto irruzione all'interno dell'abitazione, arrestando la tenutaria della casa. A finire nel carcere femminile di Livorno con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione è toccato ad Elena Comi, sessantuno anni, già nota alle forze dell'ordine per analoghi precedenti. Secondo quanto riscontrato nel corso delle indagine tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, la donna reclutava direttamente le ragazze che poi avviava alla prostituzione - tutte giovani, spesso straniere (soprattutto dell'Est Europa e del Sudamerica) e tutte ribattezzate con esotici soprannomi che servivano a stuzzicare la fantasia degli uomini - alle quali trovava poi anche i clienti. Proprio sfogliando l'agendina di coloro che frequentavano la casa di appuntamenti, la maîtresse sceglieva chi contattare sulla base della disponibilità di ragazze e sui gusti della clientela. Una volta fissato l'appuntamento, la Comi organizzava l'incontro all'interno dell'appartamento con tariffe che variavano dai 100 ai 200 euro. E il denaro, secondo quanto riscontrato dai carabinieri, veniva sempre riscosso dalla donna, che poi provvedeva a distribuirne una parte alle prostitute e a trattenerne una quota per sé. La donna era poi attivissima nell'opera di reclutamento delle ragazze. Che sceglieva con cura. Secondo quanto riferito, nei momenti di maggior lavoro, all'interno della casa per appuntamenti si alternavano anche una decina di ragazze, con un giro d'affari tutt'altro che marginale. Tutto questo fino a ieri mattina, quando il blitz dei carabinieri ha stroncato l'attività. Ma l'inchiesta non sembra essersi chiusa qui. I carabinieri stanno infatti spulciando con attenzione tutti i numeri telefonici contenuti nell'agendina dei clienti. E non è escluso che molti di loro possano essere convocati in caserma per essere interrogati.
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