Il Tirreno

Versilia

I ristoratori stanno con il sindaco

Luca Basile
<b>PROPOSTA.</b> In alto: tavolini di ristoranti in centro
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PROPOSTA. In alto: tavolini di ristoranti in centro

Ok alla limitazione di nuove aperture: «Ormai siamo davvero troppi»

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 PIETRASANTA. La missiva porta in calce la firma del sindaco Domenico Lombardi. «Diciamo no all'apertura di nuovi ristoranti nel centro storico». Il vaso è colmo, recitano da palazzo, ed il rischio che il giochino vada in tilt è concreto. Da qui la decisione di individuare qualche formula per arginare l'espansione culinaria all'interno delle mura cittadine.  E i diretti interessati cosa pensano? «Siamo, oramai, ad un livello di saturazione tale che qualche domanda è giusto porsela», afferma Filippo Di Bartola, presidente dell'Associazione Le Vie del centro e titolare di "Filippo".  «Per non parlare, poi - prosegue Di Bartola - delle prospettive a breve termine perché calato il sipario sulla stagione estiva dovremo fare i conti con una realtà invernale, decisamente a tinte preoccupanti, quanto meno questo è ciò che percepiamo oggi.In sostanza più che pensare a nuovi ristoranti, servirebbe valorizzare quelli che ci sono, chiamati a lavorare sulla qualità e ancora sul mantenimento di un certo target. Poi, ovvio, se arriva il grande nome, quello che fa la differenza nel nostro settore, allora i primi ad esserne contenti, anche per il famoso effetto traino, sarebbero gli stessi titolari di attività».  Qualche elemento di perplessità da Daniele Lazzerini dell'Eno-trattoria Da Beppino e Alessandra Daddi de Il Peposo. «Le proposte presenti sul territorio comunale, a prescindere dal centro storico, sono tante e diversificate. Il fatto è che non c'è lavoro per tutti: in questo contesto ulteriori aperture potrebbero creare effettivi problemi al settore. D'estate, bene o male, tutti lavorano, anche e soprattutto nel fine-settimana, ma poi, quando arriva l'inverno, le problematiche risultano evidenti. Un po' di preoccupazione, visto l'andamento, è quindi normale fra noi operatori».  Perplesso Simone Andreano de Il Posto. «Parlo della realtà che più conosco, il centro storico, e posso dire che siamo effettivamente in troppi. È dunque corretta l'impostazione del Sindaco, ma si dovrebbe andare oltre con un richiamo proprio alla categoria di cui faccio parte. È doveroso rispettare le regole, non solo in termini di orari od occupazione del suolo pubblico, ma anche per quanto riguarda la capienza, le prescrizioni igienico-sanitarie e il conferimento dei rifiuti. Le lamentele dei residenti, spesso, non sono così campate in aria: noi abbiamo l'esigenza di lavorare, ma è doveroso farlo tenendo bene in mente che siamo solo una delle componenti della città. Fra l'altro, negli ultimi anni, i ristoranti del centro storico hanno smarrito in buona parte la loro identità: prima si caratterizzavano per l'originalità delle proposte, oggi assecondano il gusto della clientela».  Fuori dal coro Pino Pugliese del ristorante Il Marzocco. «Sono dell'idea che più siamo e meglio è. E non parlo, ovviamente, solo dei ristoranti, ma di ogni singola tipologia commerciale. La vivacità di un centro storico si vede anche dalla voglia di proporre attività, di diversificare la proposta, dalla capacità dell'imprenditore: regolare, con una norma, tutto questo, è a mio avviso non semplice. E' vero, l'inverno si presenta non semplice, ma non credo che la soluzione, per combattere la crisi generale, sia quella di limitare il numero delle attività presenti all'interno delle mura cittadine».  

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