Il Tirreno

Versilia

Accuse a Lombardi per la canzone non eseguita in piazza del Duomo

Il Pdl contro il sindaco «censore»

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PIETRASANTA. «Un artista non può essere oltraggiato dall'imbarazzo del sindaco». Missiva, critica, del Pdl, a margine di «Dignità autonome di prostituzione» lo spettacolo in scena ieri sera, al teatro comunale, diventato un caso. Una vicenda che - va detto - non è riuscito a portare pubblico in centro a Pietrasanta. Un caso nato dalla decisione, concordata dal primo cittadino con il direttore artistico Luca Lazzareschi, di fare eseguire una canzone, generosa per epiteti, all'interno dello stesso teatro e non in piazza Duomo, come da programma. «Una vera e propria censura» a detta del regista del format in questione, Luciano Melchionna. Duro, dicevamo, il gruppo consiliare del Pdl. «Povero Sindaco: non sa se fare cantare una canzone dentro o fuori della piazza Duomo. Non vuole scalfire i rapporti con il parroco e ha paura delle critiche della gente. Se Lombardi non ha la forza di far capire il suo orientamento, il suo progetto culturale su certe scelte ai suoi collaboratori o è colpa dei suoi collaboratori che si prendono gioco di lui e quindi li dovrebbe rimuovere dall'incarico o è colpa sua che non è in grado di farsi capire Se uno fa una scelta culturale deve avere il coraggio di portarla fino in fondo, in modo lineare senza farsi intimidire. Comunque non siamo per niente sorpresi dal comportamento di questo sindaco diviso dal suo avatar».

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