Italia
Bagni, le bandiere non servono
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ANTI ASTE. Il tuffo dei balneari a Forte «Pdl, pensa alla soluzioni invece di farti pubblicità»
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FORTE. Il centrodestra - che è al Governo - pensi a salvare gli stabilimenti dalla messa all'asta delle concessioni, anziché portare le proprie bandiere alle iniziative di protesta. La stilettata arriva da Raffaella Dini, segretaria del Pd. «Quella della direttiva Bolkestein - afferma Dini - è una partita decisiva per il settore balneare di Forte dei Marmi, della Versilia e di tutto il paese: migliaia di famiglie rischiano di perdere i frutti del lavoro di una vita, anzi di più generazioni, e il nostro sistema turistico-balneare rischia di essere stravolto. Riteniamo che sarebbe interessante avviare una riflessione sul nostro modello di sviluppo futuro, sulle sinergie da attuare tra le categorie, sulla necessità del territorio di dotarsi di strutture in grado di consentire l'allungamento della stagione. Questa riflessione però non può prescindere dalla categoria dei balneari, vero motore della nostra economia: per questo devono essere date certezze sul futuro delle loro imprese». «Per questo - prosegue - è necessario che ci sia un'azione congiunta, che vada al di là degli schieramenti politici, senza contrapposizioni ma con l'unico scopo di difendere un'eccellenza, quella balneare, che ha reso il nostro turismo un modello». «Come Pd siamo solidali con l'Unione Proprietari bagni e crediamo fortemente che questa battaglia non debba avere colore politico; è triste constatare che, purtroppo, qualcuno abbia cercato di strumentalizzare la bella manifestazione di sabato con qualche striscione, giusto per avere un po' di visibilità». «Forse a queste forze politiche non interessa altro che apparire in tv o sui giornali, dato che i loro rappresentanti in parlamento si stanno completamente disinteressando della vicenda, in disprezzo di tante famiglie per le quali il 2015 è vera e propria spada di Damocle. Invece di andare sul pontile con i loro striscioni, chiedano ai loro rappresentanti di muoversi e di darsi da fare. Chiedano al Governo un'azione politica forte, decisa, verso l'Unione Europea, per salvare le imprese balneari contro un'eventuale e purtroppo probabile sciacallaggio da parte di multinazionali interessate a speculare sulle nostre spiagge e sul nostro sistema turistico». «Prendano esempio - conclude l'esponente Pd - da chi invece si sta impegnando strenuamente, in primis il nostro sindaco Umberto Buratti e la senatrice Manuela Granaiola, entrambi in prima linea per contribuire a dare una speranza a questo settore».
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