Il Tirreno

Versilia

Il caso. Vassalle: intervento ritardato dai mancati finanziamenti del Comune per le emergenze

A fuoco due ettari di Parco

Donatella Francesconi
L’elicottero prende acqua sorvegliato dalla guardia costiera
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L’elicottero prende acqua sorvegliato dalla guardia costiera

Incendio nella Macchia lucchese, all'altezza della Lecciona

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 VIAREGGIO. Il fumo, tra il grigio e viola, si è visto per buona parte del pomeriggio anche dalla spiaggia di Lido. Lato mare bruciava la pineta della Lecciona; lato monte, canneti nel lago. Giornata intensa sul fronte degli incendi, quella di ieri.  Giornata che ha impegnato vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell'ordine e Capitaneria di porto. Due gli elicotteri che hanno fatto la spola dal mare all'interno del Macchia lucchese per lo spegnimento dell'incendio divampato nel fitto della zona della Lecciona.  Alle 17 le fiamme erano state spente. Ma a quel punto erano andati in fumo due ettari di pineta nel Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Questo perché la macchina dell'inetervento si è messa in moto tardi - spiega Eugenio Vassalle, consigliere comunale coadiutore alla Protezione civile -. Sul posto, a coordinare l'intervento, è dovuta intervenire la Protezione civile della Provincia, direttamente da Lucca. Quest'anno, infatti, il Comune di Viareggio non ha attività il servizio di reperibilità H24 per i cosidettti "direttori di incendio": un funzionario, di solito il responsabile della Protezione civile comunale che opera insieme a quattro agenti della polizia municiplae appositamente formati dalla Regione».  Costo per l'estate, 4mila euro per tre mesi...«Eppure l'avevo detto al sindaco», continua Vassalle: «È la stessa cosa che è accaduta con il servizio di salvamento sempre alla Lecciona...».  Così - continua Vassalle - «da un incendio che poteva essere contenuto, alla fine sono bruciati due chilometri di pineta». L'area è stata sorvegliata tutta la notte grazie alla presenza delle associazioni, Croce Verde e Misericordia di Torre del Lago, che prestano servizio di Protezione civile. I loro volontari hanno lavorato allo spegnimento dell'incendio, alla bonifica dell'intera area, all'escavo delle "trincee" necessarie a garantire l'eventuale contenimento di una ripresa notturna delle fiamme.  Le indagini sulle cause del rogo sono nelle mani delle guardie del parco naturale: sicuramente - secondo le prime dichiarazioni di chi è intervenuto - si è trattato di un evento colposo. Resta da capire se vi sia stato anche dolo.  Quando le ruspe sono entrate in azione hanno rinvenuto materiale vario, segno di una presenza umana: «Sicuramente risalente a molti mesi fa visto il pessimo stato degli oggetti ritrovati», secondo i primi rilievi degli agenti del commissariato che si sono recati sul posto.

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