Sicurezza
Muore a soli 54 anni operaio del Comune dopo una malattia
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MASSAROSA. Un uomo semplice, orgoglioso del suo lavoro. Uno che amava le cose belle della vita: la famiglia, i cani, il giocare a carte con gli amici. E la caccia, vera passione di sempre. La Versilia è in lutto per la scomparsa, a soli 54 anni, di Massimo Razzuoli. L'uomo, originario della Culla, viveva a S. Anna di Stazzema e lavorava come operaio per il comune di Massarosa. Si è sentito male martedì scorso, e dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale è spirato. Un anno fa, dopo una malattia, Razzuoli era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico: tornato al lavoro, pareva essersi ripreso. Pochi giorni fa, invece, il malore. È stato trasportato all'ospedale Versilia, poi giovedì è stato trasferito all'ospedale pisano di Cisanello. E venerdì mattina il suo cuore ha cessato di battere. Il destino ha voluto che se ne andasse proprio il 12 agosto, l'anniversario più significativo per S. Anna e forse per l'intera Versilia. Lascia la moglie Carla e i figli Giacomo e Serena: il funerale oggi alle 16 a a S. Anna. Razzuoli era conosciutissimo: la sua famiglia era originaria della Culla, lui era nato e aveva sempre vissuto a S. Anna in via Coletti. Era imparentato con due superstiti del tragico periodo di guerra: la moglie Carla è figlia di Carlo Gamba detto "Carlino" e di Bianca Petri, titolari di un alimentari in piazza della Chiesa. Alla Culla, e in special modo al ristorante da Luciano, il suo ritrovo preferito: lì, racconta Alberto Antonucci, «ci divertivamo a rispettare la tradizione dei cacciatori, che è quella di salutare ogni coppia sposata con dei colpi di fucile sparati in aria». Per il sindaco di Stazzema Michele Silicani era «un finto burbero, con cui facevamo grandi risate». Dalla metà degli anni '80 lavorava come operaio per la manutenzione di parchi e giardini a Massarosa. «Se ne è andato un gran lavoratore», dice l'assessore ai lavori pubblici Stefano Natali. «Un dipendente modello», gli fa eco il sindaco, Franco Mungai. In municipio gli volevano bene tutti. Un po' per il suo aspetto (magro, alto, con i capelli lunghi e i baffi) che ispirava simpatia, un po' per il suo carattere. Non c'è ufficio che non gli dovesse un favore: sempre pronto a dare una mano, a spostare sedie o montare palchi, ad aggiustare condizionatori o a riparare porte. «Era una persona in gamba - ricorda il sindaco - rude nei modi ma buono di cuore. L'ente perde un valido dipendente, la famiglia un grande uomo. Siamo pronti a venire incontro ad ogni esigenza della moglie e dei figli». Anche Natali è visibilmente commosso. «Lo incontravo spesso ai lavori pubblici - dice - ed era sempre disponibile. Una persona semplice, mai uno screzio con i colleghi». Anche l'amico Manuel Checchi lo ricorda con affetto: «Un abbraccio grande alla famiglia».
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