Il Tirreno

Versilia

Madama Butterfly con l'antica partitura

Ilaria Bonuccelli
<b>REGISTA.</b> Vania Bonetti
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REGISTA. Vania Bonetti

La regista Bonetti l'ha scovata in un angolo della biblioteca di New York

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 VIAREGGIO. La musica ci sarà, ma non è quella di Giacomo Puccini. È di William Fuerst, compositore americano che, nel 1900, firma la musica di accompagnamento per il dramma Madama Butterfly di David Belasco, ispiratore dell'opera omonima del Maestro. L'ha scovata, in una remota sezione della New York Public Library (la sterminata biblioteca della Grande Mela) la regista viareggina Vania Bonetti. E il marito, Angelo Bertini, scenografo, costumista e odontoiatra di professione, ha rimesso insieme le partiture dei vari strumenti, per restituire l'accompagnamento alla tragedia di Belasco, per la prima volta in scena al festival Pucciniano, da martedì a venerdì: tre serate di prosa per raccontare la genesi dell'opera Madama Butterfly.  Il lavoro è stato lungo. Ma non solitario. Per riscrivere le partiture e offrire un quadro di insieme al direttore d'orchestra si è fatto aiutare da uno zio musicista che ha coinvolto i colleghi del gruppo "I mandolini viareggini". A ciascuno qualche pagina di musica, fresca fresca di fotocopie americane, per fare prima e bene, superando - come da sempre ha voluto Puccini - gli steccati fra musica d'elite e musica popolare. La musica è musica e se per restituire organicità a quella di Fuerst ci sono voluti un odontoiatra con studi di pianoforte e un gruppo di viareggini con la passione per il mandolino, nessun problema: l'importante è il risultato. Infatti, l'obiettivo del festival Pucciniano - che punta a ricondurre l'opera alla genesi teatrale - è di inaugurare una nuova rassegna, unica nel suo genere. E se il 2011 è l'anno della Madama Butterfly, il 2012 sarà quello della Tosca di Victorien Sardou, la tragedia che ispirò l'opera di Giacomo Puccini che ila prossimo estate sarà, di nuovo, in cartellone a Torre del Lago, grazie a una co-produzione prestigiosa con il teatro di Valencia, il Regio di Torino e l'Opera di Montecarlo.  Per ora, comunque, l'attenzione è concentrata su Butterfly. Per mettere in scena il dramma di Belasco, il presidente del festival Pucciniano, Paolo Spadaccini, ha voluto due artisti con una grande esperienza del testo, oltre che dell'opera. Vania Bonetti, infatti, si è laureata a Pisa in lingue e letterature straniere (con specializzazione in linguistica del testo e traduzione letteraria) proprio con una tesi di ricerca su Madama Butterfly e Fanciulla del West, le due opere ispirate a Puccini dai drammi di Belasco, entrambi musicati da Fuerst. Bertini, invece, ha partecipato, come assistente alla regia e ai costumi, alla prima tournée giapponese del Pucciniano, nel 2001, con una Madama Butterfly che ha toccato Tokyo, Kobe e, per la prima volta in assoluto, anche Nagasaki, la città dove si svolge la tragedia di Cio cio san. Da allora Bertini non ha più smesso di occuparsi di scene e costumi, arrivando a vincere, nel 2007, il concorso internazionale di scenografia Opera studio, bandita dai teatri di Lucca, Pisa e Livorno, per l'allestimento di Dido et Aeneas di Purcell e Satyricon di Maderna. Oggi, però, Bertini torna a Puccini, potendo contare su due elementi di forza ulteriori: la collaborazione, per i costumi, della Fondazione Cerratelli di San Giuliano Terme e un cast di attori toscani che collaborano e hanno collaborato con i grandi registi, da Peter Greenaway a Benigni, passando per Lizzani, Rubini, Ronconi, Sepe. E che ora ripropongono al grande pubblico la Madama Butterfly che nel 1900 conquistò Puccini a Londra, in tre recite, viste e riviste senza neppure capire una parola del testo, visto che non parlava inglese. Ma il messaggio gli arrivò lo stesso. Dal teatro, dritto al centro della musica.  

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