Sicurezza
«Il Governo salvi almeno i ponti»
SERVIZI ALLE PAGG-10-11
Buratti e Lunardini si schierano contro la soppressione delle festività
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VERSILIA. Amareggiato e deluso, il sindaco di Forte dei Marmi affida le prime riflessioni a caldo sulla manovra. Nel mirino la soppressione delle festività civili infrasettimanali. «Il governo non sa che il paese Italia vive di cultura e di turismo? Quando si parla di eliminare i ponti, cioè di accorpare le festività civili alle domeniche per aumentare la produttività, ci si immagina un'Italia fatta solo di fumanti ciminiere? E le città d'arte? E tutti le infinite località che vivono esclusivamente dei proventi del turismo che cosa rappresentano? Un'Italia minore?». E' furibondo il sindaco di Forte dei Marmi sulla soppressione di feste come 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno che da sempre erano antipasti (ricchi) dell'estate. Buratti dichiara: «Non ci sto: dobbiamo far sentire subito la nostra voce, i sindaci dei Comuni d'Italia devono organizzarsi e muoversi, da subito, perché non si arrivi troppo tardi. E devono muoversi per salvare l'azienda Italia, non solo i loro comuni. L'economia del nostro paese è affidata, soprattutto, alle proposte turistiche di grandissima qualità che ciascuno dei nostri comuni, dalla più grande città al più piccolo dei borghi, sa offrire con ineguagliabili proposte, con uno stile impareggiabile. Forte dei Marmi si propone come capofila di questa battaglia, che non possiamo perdere, ma certo raccoglieremo altre sensibilità e, ancora una volta, trasversalmente: la salvezza del turismo e della cultura non hanno colore politico». E va giù pesante anche con una critica più specifica il sindaco Buratti che conclude con una provocazione: «E' forse venuto il momento di accantonare una visiona che traduce lo stato di salute di una nazione solo in termini di PIL e trascura altri valori quali, ad esempio, la qualità della vita. Di questi valori dobbiamo occuparci noi, che siamo i sindaci delle piccole città e dunque gli unici custodi di un impareggiabile patrimonio di storia e di cultura». Sulla stessa onda il sindaco di Viareggio Luca Lunardini. In seguito ad alcune decisioni varate nella manovra da 45 miliardi da parte del Governo nelle ultime ore, ha scritto al Ministro del Turismo, Vittoria Michela Brambilla per esprimere la sua forte preoccupazione per la soppressione delle festività infrasettimanali non religiose. «Come sindaco di una città a vocazione turistica, sono molto preoccupato per queste decisioni - dice Lunardini - e le ho trasmesse al Ministro, che in più di una circostanza ha dimostrato la sua sensibilità, non solo nei confronti della nostra città, ma riguardo il settore turistico in generale». Questa manovra crede che possa peggiorare la situazione già critica per quanto riguarda il fronte del turismo in generale? «In questo modo i problemi per città come la nostra, credo che ci potranno essere, quindi confido in un interessamento da parte del Ministro, come del resto mi è stato confermato dal suo portavoce, che fin da martedì prenderà in esame la questione. Ho voluto subito farla partecipe della mia preoccupazione, che poi in definitiva è quella di tanti operatori del settore che già fanno fatica per portare avanti le proprie attività. Se poi ci sono delle situazioni che possono in qualche modo rendere più difficile le singole attività, allora un sindaco ha il compito di cercare di far sentire il timore che qualcosa possa creare ulteriori problemi». Appena terminate le ferie estive dunque confidate che da parte del Governo venga presa in esame subito la questione relativa alle festività infrasettimanali non religiose soppresse? «La speranza è che possa esserci la possibilità di un ripensamento in merito, perchè diversamente dovremmo essere realmente preoccupati per il futuro».
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