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Versilia

Ecco il manifesto delle polemiche

<b>NOVIT&Agrave;.</b> Il manifesto 2012
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NOVITÀ. Il manifesto 2012

Santini: «Non abbiamo tradito la nostra maschera»

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 VIAREGGIO. Un reticolo, su sfondo oscuro, con sedici quadrati - otto bianchi, sette rossi, uno nero -, ciascuno con al proprio interno il volto di Burlamacco senza il celebre cappello rosso. Sopra compare la dicitura «La fabbrica italiana del divertimento», sotto campeggia invece la scritta «Carnevale di Viareggio» con un chiaro richiamo all'arte futurista. Questo, in sintesi, il nuovo manifesto ufficiale del Carnevale. Che ha dato adito a polemiche e continuerà a far discutere, non fosse altro per l'assenza di Burlamacco così come lo concepì Uberto Bonetti.  La locandina è, in realtà, lo sviluppo di uno dei tre loghi (Cittadella, Fondazione Carnevale e Carnevale di Viareggio) realizzati dalla Warm-Up, agenzia milanese di grafica: sono stati fatti registrare come marchi da Publitalia, la concessionaria di pubblicità delle reti Mediaset, a cui la Fondazione Carnevale si è rivolta per dare un nuovo volto alla promozione della manifestazione e, più in generale, alla campagna di comunicazione. «Non ci è costata nulla» racconta Alessandro Santini, presidente della Fondazione. Che al tempo stesso spiega l'assenza di Burlamacco dal logo ufficiale: «La nostra volontà era quella di registrare un marchio di cui fossimo proprietari al 100%. Con il Burlamacco tradizionale non era possibile: per il 40% è in mano alla famiglia Bonetti. Ma non lasciamoci andare a falsi allarmismi: Burlamacco rimarrà la maschera ufficiale della nostra festa e non sparirà dal logo istituzionale della Fondazione. Il marchio che abbiamo fatto registrare sarà utilizzato a fini commerciali e non potrà essere utilizzato impropriamente o contraffatto nel caso in cui decidessimo di lanciare una linea di merchandising». Lo statuto della Fondazione Carnevale, però, dice che il simbolo ufficiale è il Burlamacco così come lo aveva disegnato Bonetti - guarda caso - in un altro manifesto, quello del 1931: «Cambieremo quell'articolo dello statuto, che sarebbe comunque stato sottoposto a modifiche dato che, per legge, dobbiamo ridurre il numero di componenti del consiglio d'indirizzo».  Anche alla luce di questo nuovo modo di fare comunicazione è stata scartata l'opera di Simone Andrea Rossi che aveva vinto il concorso indetto la scorsa primavera (il disegno era successivamente stato squalificato perché Rossi è un collaboratore esterno della Fondazione). Una decisione che due degli undici membri della commissione giudicante non hanno mandato giù. Adesso resta da vedere cosa ne penseranno i viareggini, soprattutto i più tradizionalisti. S.P.

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