Sicurezza
Conto-choc alla sagra. Ma era un errore
Gabriele Buffoni
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CONTO. Clienti mangiano a una sagra (Foto darchivio) Il cassiere aveva battuto 550 euro invece di 55. Le scuse dell'associazione
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MASSAROSA. Conto formato gigante quello presentato ad una comitiva di ventiquattro ragazzi, che venerdì sera si erano fermati a cenare alla "Sagra della pupporina e del tordello" a Bozzano organizzata dall'associazione "Fratres Donatori di Sangue". Il gruppo di amici, alla vista dello stratosferico scontrino di 946 euro (41 euro a testa, dividendoselo fra tutti), si è recato sbalordito alla cassa dove l'addetto alle riscossioni della sagra non avrebbe saputo dare una ben precisa spiegazione della cosa. A denunciare il fatto è stato il signor Sauro Chiantelli, padre di una ragazza coinvolta. Secondo la sua versione della vicenda i giovani avrebbero insistito di fronte all'incapacità di fornire una risposta da parte del cassiere finché uno di loro, impiegato in una banca, prendendo la situazione in mano non si è reso conto del clamoroso errore di battitura che era stato commesso: invece di 55 euro la cifra era infatti diventata 550 euro, aumentando così il conto in favore della sagra di ben 486 euro. E facendo diventare sporpositata la cifra pro capite. Chiamato in causa, il responsabile della manifestazione Mario Gori ha voluto dire la sua: «Sì, l'errore è stato commesso, ma si è trattato di un banalissimo sbaglio nel battere il conto a macchina. Posso garantire che non vi era la minima intenzione di voler frodare quei ragazzi, che per altro sono volontari dell'associazione Fratres che ci aiutano nelle mansioni di pulizia dei tavoli. Allo stesso modo garantisco per la competenza del cassiere, che a sua volta ci dà una mano preziosa per lo svolgimento della nostra sagra. Non comprendo invece la volontà di voler rendere pubblico l'accaduto da parte del signor Chiantelli, dato che alla fin fine la situazione si è risolta dopo una breve discussione di pochi minuti a favore dei ragazzi». I malcapitati infatti, una volta individuato lo zero di troppo sul conto e verificato il giusto importo da spendere, hanno pagato venti euro a testa, come era giusto che fosse. Il messaggio pervenutoci dal signor Chiantelli però non critica tanto l'errore in sè, quanto la mancata prontezza, da parte dell'incaricato ai conti della sagra, nell'accorgersene e nel rimediare: il cassiere ha infatti voluto controllare scrupolosamente quanto ordinato dai giovani prima di ammettere lo sbaglio, facendo passare magari ai poveri volontari qualche minuto di tensione col timore di dover pagare più del doppio del dovuto prima di concludere la questione con un lieto fine.
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