Sicurezza
A Lido è salita la febbre del gioco
Marco Pomella
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GIOCO. Clienti alla sala slot di Lido Aperta la sala slot: «Don Damiano? Venga a trovarci»
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LIDO. Appena entri ti sembra di essere stato catapultato a Las Vegas. Luci e led colorate ovunque, una fontana al centro della sala, belle hostess che ti sorridono all'ingresso, distinti ed eleganti assistenti che ti spiegano il funzionamento dei giochi. E poi lo spazio per i drink, per il blues live, per i tavoli a lume di candela. Poi però ti accorgi che di croupier in giro non se ne vedono. E che tutto è automatizzato, elettronico. Ed è allora che realizzi di essere "solo" in una sala slot, una delle più grandi mai viste da queste parti. È Slot Show, punto giochi che ha aperto i battenti giovedì sera, sulla via Aurelia, nei locali un tempo dell'ex Piroscafo. Non è una semplice sala giochi. Perché dentro non si trovano solo le solite slot machine e i soliti videopoker, ormai diffusi in qualsiasi bar. Qui ci sono anche le videolottery. «Sono macchine - spiega uno dei cinque soci, Massimo Della Seta - collegate direttamente al Ministero, senza hardware residente». In altre parole non c'è alcuna possibilità di manometterle. «A differenza delle altre macchine, su queste si può vincere un jackpot. In realtà due jackpot, uno interno alla sala, e uno nazionale». Una sorta di Superenalotto insomma. «Con la differenza che le nostre macchine rendono il 90% di quello che i giocatori investono». La sala con le videolottery è a se stante. Qui si può anche fumare: la tensione, quando si "rischia" di vincere, può fare brutti scherzi. Altro congegno che attira la nostra curiosità (e quella dei presenti) è la grande roulette elettronica. Assomiglia in tutto a quella vera: l'unica differenza è che si punta attraverso un monitor, e che la pallina viene lanciata automaticamente. Per quel che abbiamo potuto vedere noi la sala è frequentata da ogni sorta di persona. Ci sono ragazzi (l'ingresso è vietato ai minori), e coppie di anziani, single e stranieri, gente in pantofole e pantaloncini ed eleganti signore in impeccabili completi. «Non vogliamo un locale esclusivamente dedito al gioco, anche se questa è la nostra attività. Per questo - dice Della Seta - abbiamo voluto i tavoli, il palco per fare musica dal vivo, un bar attrezzato, uno spazio per fare meeting o degustazioni di vini. Un locale come tanti insomma, dove se si vuole si può tentare la fortuna, altrimenti passare semplicemente qualche ora in compagnia». All'inaugurazione era stato invitato anche don Damiano, priore di Camaiore, che di recente aveva sollevato perplessità su attività di questo tipo. Il prelato però non si è visto. «L'invito è ancora valido - dice Della Seta - perché vedendo di persona il locale forse può ricredersi». Un'ultima curiosità. A chiunque si presenta alla reception della Slot Show viene consegnata una "vip card": dà diritto ad un drink gratis al giorno.
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