Gioco
La posizione dei delegati sindacali dei principali cantieri navali
«L'Autorità portuale deve essere al di sopra di tutte le parti»
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VIAREGGIO. Un'Autorità portuale «al di sopra delle parti» e dotata «di un segretario che deve essere persona seria e competente, sganciata dalle grandi imprese e dai grossi interessi economici che si muovono nel porto di Viareggio». È il docuemnto firmato dalle Rappresentanze sindacali unitarie di "Azimu Benetti", "Codecasa", "Polo nautico", e "Perini Navi" in risposta all'accordo siglato nei giorni scorsi tra Cgil Cis Uil e le categorie economiche che, invece, rivendicano una propria rappresentanza nell'Autorità portuale che la Regione intende costituire per governare il porto cittadino. «Chi è abituato a parlare per conto dei lavoratori senza mai confrontarsi con gli stessi - continua il documento dei delegati sindacali - perché dovrebbe andare ad occupare una poltrona nell'Autorità portuale? Per fare quali interessi? In Darsena ci sono tanti interessi e molto forti: per questo le categorie economiche vogliono un posto a tavola. E per questo è bene che ne stiamo fuori, come anche il sindacato». Un'Autorità portuale davvero «al di sopra delle parti» deve «confrontarsi con tutti, compresi i lavoratori e le Rsu che ogni giorno vivono i problemi della Darsena e di chi ci lavora». E «non deve essere al servizio delle imprese». Tra i nomi circolati in questi mesi per la carica di segretario dell'Autorità portuale, quelli di Stefano Maestrelli, esponente del Pd ed ex presidente della Viareggio porto, e di Lorenzo Pollicardo, manager vicino al gruppo Azimut. «Un dirigente o ex dirigente di azienda o associazione di imprese - scrivono i delegati sindacali dei principali cantieri navali della Darsena - è proprio quello che ci farebbe tornare indietro facendo prevalere interessi di parte rispetto a quelli collettivi. Noi chiediamo che gli interessi della collettività, l'occupazione, la sicurezza, la qualità del lavoro abbiano la priorità su quelli della singola impresa o associazione e vorremmo che la Regione e il Comune ci ascoltassero». D.F.
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